I miti da sfatare: il vino del contadino

Ultimamente ci sono arrivate molte mail da lettori che ci chiedono di parlare del “vino del contadino”, in ognuna di queste mail era narrata la propria esperienza e nella maggior parte dei casi non è stata una esperienza felice. Quante volte ci è capitato di fare una gita fuori porta in campagna, bere se non addirittura chiedendolo di  comprare il “mitico” vino del “contadino”, quello che secondo molti   “è ancora quello  genuino perchè fatto ancora come un tempo senza conservanti nè porcherie strane seguendo i consigli del nonno che a sua volta aveva imparato dal suo etc.etc….  Sfatiamo, una volta per tutte il mito, anche a costo di diventare antipatici a qualcuno……nella stragrande maggioranza dei casi Il mitico “vino del contadino” è una vera e propria schifezza, stiamo parlando di  quello fatto da persone che possedendo un pò di terreno e due vigne in croce hanno avuto la brillante idea di mettersi a “produrre”vino magari inseguendo l’idea romantica della vendemmia fatta schiacciando l’uva ancora con i piedi e cantando in allegria con tutta la famiglia e cosi via, senza però seguire alcuna regola, nessun disciplinare, in condizioni igieniche a dir poco precarie,  mettendo qualsiasi tipo di uva nel tino, fosse essa acerba,  matura o appassita, bianca o rossa, non controllando le temperature ed i i tempi di vinificazione, con la pioggia o con il sole e cosi via.

Girando per l’Italia ci è capitato di vedere tante di queste realtà, da tutti ci siamo sentiti dire le stesse identiche cose (come già detto sopra: “il mio è genuino…” etc.etc. ma a tutti, quando ci è capitato, abbiamo visto fare le stesse cose di cui abbiamo già parlato poc’anzi in barba ad ogni legge . Non vogliamo demonizzare nessuno ma per ottenere dei buoni risultati bisogna conoscere bene la materia, rispettare regole e regolamenti, assolvere a degli obblighi di legge e chi più ne ha più ne metta. In poche parole fare il vino è una cosa seria, lasciamolo fare a chi è competente e capace.
Stefano Tamiglio

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29 risposte a “I miti da sfatare: il vino del contadino

  1. comunque il vino di una volta non ha mai ammazzato nessuno,mentre quello di oggi a me sembra che qualche persona l’abbia intossicata o no?(vedi ad esempio il vino al metanolo)

  2. a me risulta…da quel poco che ne capisco e visto che le uve..in condizioni igieniche a dir poco precarie, mettendo qualsiasi tipo di uva nel tino, fosse essa acerba, matura o appassita, bianca o rossa,con la pioggia o con il sole e cosi via…va a finire tutte nelle cantine dove cè gente “competente” che con questo tipo di uva ne tira fuori del vino…invece quello fatto dal contadino veniva selezionato con cura.. e anche con qualche strigliata da parte dei genitori che l uva acerba e con muffa sarebbe stato raccolto per portarlo alle cantine…questo e la tradizione contadina vissuta…purtroppo nn praticata ..grazie!!

  3. Gentile Signor Renzo,
    non nego che sofisticatori (perchè di questo si tratta quando si discute di metanolo) ce ne siano stati e, purtroppo, ce ne saranno ancora ma bevendo il proprio vino e mangiando i propri salumi i contadini sono “sempre” morti giovani!!!

    • mio nonno e campato 100 anni e ha sempre bevuto il vino fatto da lui stesso, che poi ha tramandato a figli e nipoti, chi sa perchè se mi trovo invitato ad un ricevimento e bevo vino di stabilimenti abbastanza blasonati, il giorno dopo a partire dalla sera stassa, sto sempre con il mal di testa, se invece mi bevo una bottiglia del mio vino in un giorno sto una favola… meditate gente meditate….. il contadino, ancora oggi l’uva la seleziona per fare il suo vino!!!!!!

  4. ben detto!
    lasciamolo fare ai vari tavernello, ronco, sancrispino, zonin e in nome dello spirito liberale vietiamo ai contadini di farlo.
    del resto il contadino che cazzo ne sà di uva, vignaì e vino? il vino che lo facciano i chimici, i contadini che si occupino di edilizia e via discorrendo

  5. Il vino del contadino ecc.ecc.
    Bene, io ho vissuto da contadino,ho visto come si produce il vino e i salami.Vi posso dire che chi li produceva (e li produce ancora)sapeva il fatto suo.Quando arrivava il momento dei salami ,si chiamava la persona che sapeva come insaccarli, le cose non erano improvvisate.Questo discorso vale anche per la produzione del vino.Mi risulta per esempio che i salami migliori si cerchino dai produttori cosidetti “nostrani”.Grazie e buona tavola.

  6. E’ veramente il massimo che si possa dire ai contadini: lasciate fare il vino a chi lo sa fare.
    Il vino lo ha fatto e lo farà sempre solo il contadino, il resto è un prodotto che serve ad arricchire le tasche e impoverire la salute.
    A breve si stamperanno le patate e ci sarà qualcuno di voi che scriverà che bisogna sfatare il mito della patata fatta dal contadino…
    L’uva c’era prima del web. del tgcom e anche di bim bum bam.
    E voi scrivendo che il vino del contadino è una porcheria dimostrate prima di tutto di non aver mai avuto il piacere di pasteggiare con del buon vino genuino e che in generale di vino capite quello che voleter capire o quello che vi fanno capire a forza.
    Cioè non capite un …..

  7. Con le dovute eccezzioni del caso, si è vero, il contadino è meglio che non faccia il vino, almeno a livello di qualità, altrimenti diciamo che anni di studi laure in enologia o agraria non servono ad una mazza, ma visto che stiamo in italia possiamo anche dirlo, vero?
    Comunque non credette che i contadini siano tutti seguaci del biologico ante-litteram, anche loro anzi sopratutto loro..diciamo che conoscono alcuni truchetti non proprio leciti per coprire alcune pecche del loro prodotto

  8. In linea teorica si può essere d’accordo con l’ articolo, i chimici controllano al meglio il vino.
    E’ anche vero che il vino fatto da improvvisati sa spesso “di spunto”.
    Purtroppo, a livello pratico, essendo bevitore di entrambi i tipi di vino posso solo dire che quello in bottiglia (e parlo di vino di un certo livello e costo, non di quello in cartone) mi provoca sempre disturbi gastrointestinali. Quello fatto “dal contadino” attento alla produzione, no. Sarà anche “succo d’uva” come dice qualcuno ma il fisico si accorge della differenza.

  9. secondo me tu che hai scritto questo articolo non sai nemmeno cos’è un terreno e un vigneto seppur in croce. scrivo dalla terra del primitivo di manduria e ti dico che il contadino senza ombra di dubbio fa il vino migliore, l’unico problema è la conservazione ma anche su questo posso assicurarti che la cultura sta cambiando. e ricorda senza una cultura enologica del contadino come quella che ci ritroviamo le cantine (che ti pagano per scrivere) non avrebbero avuto grandi successi. caro mio parla con cognizione di causa e non solo per quei quattro articoli che hai scritto e letto. io stasera mi bevo un buon vino fatto da me, rigorosamente primitivo.

  10. Il vino moderno, quello descritto in questo articolo è fatto solo per persone a coi piace giocare a “Il Piccolo Chimico” e trasformare qualsiasi schifezza,compreso l’aceto, in ottimo vino.
    Sinceramente preferisco il vino prodotto da me, senza l’aggiunta di nessuna sostanza e quando dico nessuna è …. nessuna e non mi ha mai fatto male anzi…sono millenni che non ha mai fatto male a nessuno.

  11. L’articolo e’ vero in parte, allora forse manca soltanto un piccolo dettaglio,molto importante pero’ , ci sono due tipologie del vino del Contadino, il primo con la “C” maiuscola e’ buono e’ genuino ma ha una breve durata dopodiche’ iniziano i primi difetti , la seconda tipologia che e’ la stragrande maggioranza sono i cosidetti pseudi contadini quelli che a loro

  12. Beh sì,
    l’articolo fa sì che chi lo ha scritto risulti un po’ antipatico…
    La verità è che Il vino che oggi si trova in commercio è tutto uguale (vi assicuro che vini prodotti in modo naturale in due poderi adiacenti risultano completamente diversi), al di là della gradazione, o dalla presunta filiera biologica o bio dinamica, dai vari brunelli ai sancrispini. Sa sempre un po’ di salato e di amaro (solfiti, forieri di emorroidi, ma non solo). Si tratta sempre e solo di esercizi di chimica atti a soddisfare il commercio, i molti gonzi e le tasche di pochi.
    Ci sarebbe da distinguere tra queste performance e il vino in quanto prodotto agricolo, tale in quanto prodotto da millenni, fatto che, con piacere, noto essere chiaro a tanti amici. Le stesse cose potremmo dirle sull’olio, che ormai o è una specie di medicina o non è commerciabile…
    Il vino se è veramente vino si ossida a contatto con l’aria. Ho fatto diversi esperimenti in proposito. Il primo che riesce a far diventare aceto un qualsiasi vino del commercio me lo faccia sapere.
    Poi ognuno sceglie quel che vuole. Ma che ne direste di un pane che risulta fresco per un mese?

  13. Ben detto Michele.Aggiungerei una cosa a ciò che dici. non sempre i contadini sono persone anziane che fanno vino. spesso la nuova generazione di contadini è formata da gente che ha almeno un dìploma in discipline agrarie e i vini dei contadini sono migliori degli industriali nominati in altri commenti scritti sopra. naturalmente ci sono aziende vinarie ed aziende vinarie come ci sono contadini e contadini…ricordiamoci che siamo in Italia e i regolamenti li segue solo chi li vuole seguire…la vigilanza è pressochè assente e i vini da tavola e i vari IGT che si fregiano anche del marchio di qualità spesso sono fatti con acqua, additivi e…anche uva. Posso garantirlo. quindi non facciamo di tutta l’erba un fascio e non illudiamoci che un prodotto industriale sia necessariamente salubre. Parola di un tecnologo alimentare.

  14. Un tempo il vino rosso fatto in casa lasciava delle macchie rosso sangue nelle tovaglie, quello attuale lascia un alone color morte. Il gusto del vino contadino ti lasciava la bocca sazia, piena di mille gusti, di mille bvarianti. In quel tempo il vino era consumato da persone che faticavano, che conoscevano la terra, i suoi cicli, il tempo, in sostanza erano collegati alla natura. Oggi lo producono con la chimica, lo filtrano, lo lavorano, lo trattano, poi lo vedi assaggiare a sorsetti, lo guradano controluce, lo annusano, si fanno i gargarismi in bocca. Ma fatemi il favore, per chi a avuto la fortuna di conoscere il paese negli anni 50-60, quando il vino era bevanda nazionale, fatto spesso in casa, si puo ricordare che anche prendendo una ciucca, il mattina successivo avevi la testa al posto giusto. prova ad esagerare ora con un paio di bicchieri in piu (pur che succeda una volta ogni 10 anni ben inteso), per ritrovare la bussola ci metti una settimana per non parlare del mal di testa. E poi parliamo di tumori. Troppe tattare chimiche nella gastronomia vino incluso. Chi si ricorda della mostadura, era nettare divino. Teneteveli voi i vini a 12 13° alcoolici, ridatemi il buon goto de vin contadin de un tempo, a remengo sto progresso de mati.

  15. ma non dica cazzate…
    allora bevete il vino che trovate al supermercato a 1 euro alla bottiglia e alla salute dei solfiti..e del cancro

  16. Ci sono ottimi vini del contadiono e ottimi vini lavorati, il fatto è che si tratta di due filosofie completamente diverse…Però…mi spiegate come si può vendere unabottiglia di (ehmehm) vinoa 0.99cents?qualcosa non quadra

  17. Sono un viticultore che sta provando a fare del buon vino e posso dirvi che in tanti non sappiamo fare il vino ma credetemi ho assaggiato vini caserecci davvero buoni e genuini e nn li troverete mai in una bottiglia…basta un po’ di cultura sul vino e vedrete che vino vi facciamo altro che quello delle grandi cantine pieni di sostanze per correggetemi vino fatto in silos di acciaio magari al sole e con uva di scarsa qualità

  18. I vini di oggi al di sotto di un certo importante prezzo, sono tutti uguali, impregnati di conservati, solfiti, amari, e nel 90% dei casi ne bevi un bicchiere e la mattina ti alzi con una noiosissima fascia alla testa.
    Ben venga il vino del contadino con tutte le sue impurezze , le sue scarse regole e senza tutti quegli ammennicoli che hanno solo peggiorato la qualità’ della bevanda italiana più’ amata.

  19. Non tutti i contadini erano capaci di fare vino, alcuni facevano aceto, ma indubbiamente la qualita del vino di un tempo era indubbiamnte genuino. Ogni vitigno cresceva nel posto che natuta gli aveva assegnato. la cultura popolare lo assoggettava a vari tipi di cibi locali. Il vino per il contadino e stat la benzina per poter lavorare e mantenere anche la nobilta prima e la borghesia parassitasia dopo. Per chi ha vissuto quei tempi ormai troppo lontani, si ricordera benissimo il gusto che restava in bocca, ti restavano mibuscole parti di prodotto. Quando una goccia di rosso cadeva nella tovaglia restava una macchia viva. Difficilmente il mattino dopo avevi mal di testa per la bevuta della sera prima. Adesso fanno vini filtrati, con aggiunta di aromi fruttati per le donnole, di mille colori artificiali, quando li assaggiano sembrano delle anatre che col becco cercano i fantasmi, lo annusano, lo guardani in comtroluce, lo assaggiano, lo sciacquano in bocca. Ma vala andate a lavorare sul serio. il contadino a maturato una esperienza attraverso millenni di contatto con la terra, il clima, la vigna, ecc, questi esperti di fumo moderno sono solo avvelenati da chimica industriale. Idem per il latte appena munto, un bicchiere ancora tiepido di tetta, ed eri in paradiso, per non parlare del burro e dei formaggi fatti in casa, chi si scorda di quei profumi e gusti. Con l’avvento della chimica abbiamo distrutto un intero pianeta, avvelenato acqua, terra e aria ed aria in nome del profitto. Stoj kto koba.

  20. C’è contadino e contadino. Ho bevuto molti vini “fatti in casa” alcuni pessimi alcuni ottimi. Ma nessuno mi ha fatto svegliare di notte con il mal di testa.

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