Il futuro del vino: nasce la Carta di Marsala

La Carta di Marsala è un documento-manifesto che contiene le indicazioni e alcune proposte operative per il futuro della vitivinicoltura italiana in generale e siciliana in particolare. Si tratta di un testo programmatico che nasce dal contributo degli attori dell’intero comparto vitivinicolo nazionale e che guarda con molta attenzione anche ai fattori ambientali, nella convinzione che, per il sistema del vino siciliano, ci sia la necessità di fondare il processo di qualificazione su obiettivi e indicatori comuni, in modo di mettere il prodotto ed il consumatore al centro della proposta di cambiamento.

In questa chiave, il concetto di sostenibilità diventa fondamentale così come l’interconnessione tra economia, società ed ambiente , per affermare che il vino siciliano non è solo un’eccellenza qualitativa ma è anche un prodotto responsabile.

Promuovere la sostenibilità dello sviluppo economico è, peraltro, alla base della Green Economy, una nuova visione delle politiche agricole, ambientali e del territorio, condivisa dal mondo del vino soprattutto su alcuni nodi cruciali quali: la riduzione del consumo del suolo agricolo e della sua cementificazione, il riconoscimento del verde agricolo come spazio produttivo economicamente rilevante, l’attenzione alla multifunzionalità delle imprese che presidiano le aree rurali, l’incentivazione dell’archeo-agri-turismo, la diffusione dell’agricoltura biologica e del consumo di prodotti agroalimentari a filiera corta e l’adozione di buone pratiche agronomiche.

Sostenibilità, infatti, non vuol dire solo l’impiego di strumenti di analisi ma innovazioni da introdurre nell’intero processo produttivo, tutela della biodiversità, etica del lavoro in vigna e in cantina. Significa disseminare quanto più possibile tutte quelle pratiche che possono consentire una più efficace gestione del territorio anche alla luce dei recenti cambiamenti climatici: introduzione delle agroenergie e dell’agricoltura di precisione, razionalizzazione dell’uso delle risorse idriche, creazione di un osservatorio sulle temperature e di un sistema cartografico interattivo dei fondi agricoli, progettazione di attività di zonazione viticola.

La vitivinicoltura, come del resto tutte le attività agricole, ha effetti sull’ambiente, incide sul paesaggio, sull’uomo, sugli animali e sulle piante. Indirizzare la coltivazione verso modelli sostenibili a basso impatto, quali la lotta integrata e la conduzione biologica, integrate con le conoscenze e le innovazioni tecnologiche, comporta non solo la difesa ma anche la valorizzazione del territorio stesso. Da questo punto di vista, la vite e il vino possono essere un modello di sviluppo, culturale e colturale, di riferimento anche per altri settori.

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