Il Roero: una serata con Michele Taliano

Vineria De Gustibus, serata coi vini di Michele Taliano



Michele Taliano è un piccolo (piccolissimo) produttore del Roero. Facendo poche decine di migliaia di bottiglie, i suoi prodotti bisogna, per così dire, andarseli un po’ a cercare col lanternino. La cantina, condotta dai due figli Alberto ed Ezio, si è però fatta una certa fama tra gli appassionati di questa zona un po’ alternativa delle Langhe (rispetto alla fama di Barolo e Barbaresco) e più di una volta ci è capitato di incrociare qualche degustatore che ne parlava come di un produttore ancora attento al rapporto qualità/prezzo dei propri vini.

Occasione per una degustazione di alcuni vini di Michele Taliano un po’ più meditata, è stata la serata svoltasi presso la Vineria DeGustibus a Milano, che, tanto per capirci, è di proprietà del coautore di questo blog, Stefano Tamiglio, motivo per cui ne scrivo io. Chi ha seguito Avvinando in questi anni sa che su queste pagine sono rarissime le bottiglie transitate “in conflitto d’interessi” (si contano sulle dita di una mano e sempre, come ora, ampiamente dichiarato) e quando è stato fatto è stato deciso perché le si riteneva assolutamente meritevoli.
Accompagnati da salumi e formaggi della zona, sono state portate alla attenzione degli appassionati un Roero Arneis, una Barbera d’Alba e un Nebbiolo, tutti appartenenti alla linea classica così come una Favorita e un Dolcetto. Come si vede niente di sofisticato e bottiglie che costano meno di 10 euro in enoteca.
Veniamo ai vini della serata. Il Roero Arneis Sernì 2013 è un bianco che fa della morbidezza il suo punto di forza. Profumi evidenti di lievito e floreali (qualcuno tra gli astanti ha parlato di acacia) creano un bouquet piacevole. In bocca è più tendente al caldo che al secco. Ottimo quindi anche come aperitivo invernale.
Il Barbera d’Alba “A bon rendre” 2013 è il classico vino che divide: come tutti i barbera o piace molto o non piace per nulla. Quello di Taliano ha una spiccata acidità, è giovane, fragrante e molto beverino: perfetto partner in serata di un eccellente salame cotto piemontese.
Anche il Nebbiolo Blagheur è molto giovane, 2012, per le possibilità di questo fantastico vitigno che anche in questo caso regala una interpretazione sorprendente: la frutta rossa la fa da padrona al naso mentre in bocca il tannino è incredibilmente già quasi completamente svolto regalando una bevuta morbida e piacevole, con anche una nota di calore dovuta all’alcol.
S.B.

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