Prosecco Borgoluce: l’eleganza della tradizione

Se vino vuol dire anche storia, cultura, tradizioni, ambiente, difesa della civiltà contadina, beh … in un calice di prosecco Borgoluce abbiamo trovato tutto questo. Siamo ad un tiro di schioppo da Susegana, provincia di Treviso, e i vigneti dell’azienda circondano il Castello di Collalto (XII secolo).

Tra i filari, anche una fattoria didattica, gestita all’insegna dell’eco sostenibilità, dove suini e bovini vivono allo stato semi brado e le bufale producono il latte usato poi per le mozzarelle,le ricotte e i formaggi venduti allo spaccio, a fianco di carni e salumi davvero a chilometro zero.

Quello che abbiamo assaggiato è un Prosecco superiore docg di Valdobbiadene e Conegliano. Un brut molto secco al palato, con un residuo zuccherino davvero minimo. Il perlage è fine e incuriosisce lo sguardo del bevitore. All’olfatto le note sono molto delicate e richiamano il mughetto, i fiori di campo e mela. In bocca è fresco ed elegante.

Una beva piacevole, anche per la qualità e la selezione dei grappoli d’uva Glera raccolti in collina, con una resa per ettaro che il disciplinare prevede decisamente inferiore rispetto al prosecco di pianura. Il prezzo varia dai 7 ai 12 euro la bottiglia.
Paolo Brinis

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