Luca, un barbaresco prezioso come un figlio

Anche noi di Avvinando abbiamo le nostre preferenze, come tutti. L’azienda Carlo Giacosa di Barbaresco è senz’altro tra quelle cantine che secondo noi vale la pena di frequentare. Perché in primis i vini sono tutt’altro che “i soliti” barbaresco, nebbiolo, barbera o dolcetto. Anzi, le loro interpretazioni, specie nel nebbiolo, sono davvero come un tenore che canta fuori dal coro. Secondo perché tutti i vini presentati sono sempre perlomeno ottimi e tutti gli anni ce n’è sempre almeno due o tre eccellenti.  Quindi perché uscire sul mercato con un barbaresco riserva (quindi più costoso) nell’anno di crisi peggiore dal dopoguerra? Per dedicarlo al figlio, Luca.

Sì vabbè, ma com’è questo vino? Il barbaresco Luca 2007 è un vino straordinario. Alla vista si presenta di un bel rosso scuro, profondo, di grande intensità. Al naso è perfettamente opulento, forse leggermente appena alcolico. Profuma di confettura di mirtillo, rabarbaro, c’è cannella e zenzero. Si sente la tisana ai fiori d’ibisco. Insomma uno spettacolo: ci si passerebbero le ore col naso dentro al bicchiere, se non fosse che il meglio deve ancora venire. Continua a leggere

BBS – La Favorita del Piemonte

Ammetto che questa volta ero un po’ indeciso se presentare questa bottiglia. Non per la scarsa qualità, anzi. Ma perché si tratta di un vitigno, La Favorita, che non solo risultava sconosciuto a chi scrive, ma pure ad un paio di amici appassionati piemontesi. Ora essendo tipico di laggiù, la cosa mi ha preso un po’ in contropiede. Lo spirito che anima Bere Bene al Supermercato è esattamente l’opposto: niente chicche da superespertoni e cercare di scegliere bottiglie di facile reperibilità.
Poi mi sono detto: la reperibilità è facilissima, la bottiglia in questione è stata comprata all’Ipercoop di Piazzale Lodi a Milano e poi parliamo di una cantina, Terredavino, distribuita in tutta Italia, che produce la bellezza di 5 milioni di bottiglie grazie agli oltre 5.000 ettari coltivati dai 2.500 soci organizzati in 14 punti di vinificazione tutti rigorosamente in Piemonte; col prezzo anche ci siamo: 5,44€ è praticamente il centro perfetto del nostro range. L’ultimo colpo alle mie resistenze lo ha dato il vino, goduto in una serata torrida da oltre 30 gradi è andato giù che è un piacere. Allora mi sono convinto ed eccoci qui. Continua a leggere

Vinitaly in diretta: Piemonte

Non si può davvero passare per il Padiglione Piemonte e restare indifferenti alla qualità e quantità di grandi e piccoli eccellenti vignaioli che questa regione sa esprimere.

Silvano Casiraghi e le sue "creature"

Due segnalazioni un po’ diverse dalle solite. Comiciamo da Bussia Soprana, di Silvano Casiraghi che ci ha fatto assaggiare un barolo Mosconi, annata 1996 di eccezionale spessore. I profumi tipici di questo vino sono tutti ben presenti e marcati e non smettono mai di evolversi. In bocca è un capolavoro di equilibrio e anche se assaggiare baroli a uno stand non è cosa semplice vista la complessità e raffinatezza del vino in questione, non c’è dubbio che una visita da Bussia Soprana meriti di essere fatta.

Altra suggestione, ma, ripetiamo ce ne sarebbero decine di altre, per un viticultore un po’ nascosto ma di grande spessore. Andate allo stand della Camera di Commercio di Cuneo e chiedete di Buganza. Tra i tanti suoi vini, non perdetevi le due barbera: La Vigna veja e la Gerbole. La prima è un capolavoro di barbera assoluto. Fruttatissima ma tutt’altro che banale, anche in bocca è i sapori sono pieni e freschi. La Gerbole è passata in legno e una certa maggiore morbidezza ed eleganza la si sente, pur restando un vino di grande freschezza. In realtà sono due grandissime barbera. Poi è questione di gusti per quale preferire