Avvinando

Vendemmia 2010: tanta uva e di buona qualità

Da che mondo e mondo, da quando gli antichi inventarono questa meravigliosa bevanda che porta il nome di VINO il mese di settembre e l’inizio dell’autunno rappresentano il vero banco di prova per chi produce il nettare degli Dei. E’ il mese per eccellenza del vino, il periodo enoico più importante….quello dove si raccolgono i frutti (…non solo in senso materiale), di mesi e mesi di duro lavoro, è la vendemmia infatti che fornisce le risposte della bontà e della qualità del lavoro dei vignaioli. Ma al di là del lavoro e della fatica di ogni singolo produttore ogni anno gli addetti ai lavori  si pongono la stessa medesima domanda: che cosa dobbiamo aspettarci quest’anno? che vendemmia sarà?. Ogni anno il periodo che precede la raccolta dell’uva nasconde un sacco di incognite che fino all’ultimo, cioè fino a quando non si inizia materialmente la raccolta tiene in ansia una intera popolazione formata da enoici appassionati . Tante possono essere le cause che determinano la buona riuscita o meno di un raccolto a cominciare da quelle climatiche.Per quanto riguarda la vendemmia 2010, quella che sta per iniziare, tutto il discorso iniziale ci è servito come introduzione, ci sono ottime premesse. A differenza degli anni passati, quest’anno, si dice che si tornerà al normale calendario  di raccolta. Le vendemmie degli ultimi infatti anni hanno avuto degli inizi assai precoci (a causa del gran caldo che ha caratterizzato le passate primavere e dagli inverni molto miti. L’inverno rigido dei mesi scorsi ha fatto in modo di riequilibrare i ritmi riportando alla prima o addirittura seconda settimana di settembre, come tradizione vuole, l’inizio della vendemmia. I dati diffusi dalla Coldiretti e dalla Unione Italiana Viticultori parlano si un aumento della produzione nazionale tra il 3 ed il 5 per cento che porterebbero l’Italia a superare i nostri cugini d’Oltralpe con oltre 47 milioni contro i 45 dei francesi nella quantità di ettolitri prodotti senza per questo pregiudicare in alcun modo la qualità delle uve, che a detta di molti viene ritenuta molto alta (sui levelli del 2008 per intenderci e migliore del 2009 annata secondo molti non eccelsa). Altro dato da rimarcare è l’aumento degli ettari vitati ad agricoltura biologica che passano da gli 11.751 dell’anno scorso ai 22.312 di quest’anno. A livello regionale  non si segnalano grosse differenze nello sviluppo, in tutto il paese lo sviluppo e la crescita delle uve è avvenuta in maniera omogenea. A nostro giudizio  quella che verrà  potrebbe rivelarsi un’ottima annata  sia per le uve bianche sia rosse ma che vedranno i vini bianchi godere degli effetti del rigido inverno in termini di acidità, freschezza e profumi e che per questa ragione saranno in pole position rispetto ai vini rossi  .

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