
Passione e lavoro. Disciplina, responsabilità, valorizzazione dei singoli in un contesto di squadra, ambiente sano. Sono concetti che chiunque cerchi di raggiungere grandi risultati conosce bene.
Vale nella vita, così come nel mondo professionale e nello sport.
E sono questi i valori che si respirano nell’ascoltare Gian Piero Gasperini e la sua famiglia raccontare la propria storia e il proprio progetto vitivinicolo a Cascina Gilli, nel Monferrato.
“Il 343 è sempre stato il mio modulo di riferimento, la freisa era il vino storico di questo territorio, che beveva la mia famiglia. Così come le squadre che ho allenato non è una ‘big’ ma può crescere attraverso passione e lavoro!“
A parlare è proprio dell’attuale allenatore della Roma che ha fatto la storia recente del calcio italiano portando al successo attraverso il bel gioco realtà considerate di provincia come il Genoa e soprattutto l’Atalanta. Suo figlio Davide, partendo dal mondo dell’ingegneria informatica, gestisce oggi questa realtà vitivinicola piemontese insieme a Paolo Vergnano (figlio del fondatore Gianni) e Federico Mussetto.
Cascina Gilli, dagli anni ’80 ad oggi con la freisa nel cuore
Siamo a Castelnuovo Don Bosco, nel Monferrato astigiano, in un luogo bellissimo e ancora tutto da scoprire. La cantina nasce negli anni ‘80, fin da subito con l’idea di valorizzare la freisa, storico rosso locale, e gli altri vitigni autoctoni. Dopo la pandemia i Gasperini, che nel frattempo si sono innamorati del luogo, entrano in cantina per investire proprio sul territorio.
E l’impressione che si ha immediatamente è quella di un ambiente di lavoro sano, condito da rapporti di amicizia tra i giovani soci e di un luogo di rifugio familiare. Un luogo dove ricaricarsi dopo le fatiche pubbliche e dove far entrare quei valori.
343, la Freisa limited edition dedicata al Gasp
Per celebrare il quarantesimo anniversario del vino Il Forno, la freisa più iconica della cantina, e ribadirne l’identità territoriale è stata lanciato il “343” Freisa d’Asti DOC Vigna del Forno 2025, edizione limitata prodotta in soli 600 esemplari.
Il nome del vino è un chiaro omaggio proprio a Gian Piero Gasperini, al suo credo calcistico e al modulo che ne è diventato un vero e proprio caparbio marchio di fabbrica nelle sue esperienze attraverso l’Italia. Un viaggio che è raccontato dall’etichetta dell’artista torinese Fabio Perino che riprende proprio le tappe della carriera del Gasp giocatore e allenatore e che ha nella famiglia il punto di partenza e ritorno.
Viaggio dicevamo, che è anche quello della freisa, partita come vino frizzante, poi da affinamento, quindi rosso che vuole essere finalmente identitario di un territorio. Una sfida che è quasi un parallelismo tra le cosiddette provinciali del calcio e le uve autoctone meno note per un vitigno che vuole diventare grande ed esprimere le proprie potenzialità. E a dimostrazione di questa volontà, il 50% del ricavato delle vendite online della Freisa 343 sarà destinato alla Fondazione Giovanni Dalmasso di Grugliasco (TO), per finanziare progetti di sperimentazione e ricerca sulla proprio sulla freisa.
E il vino rispetta la visione identitaria e la sobrietà che si respira in cantina. Fragrante, speziato e dal frutto goloso. Un rosso fresco ma con una certa complessità e profondità che secondo noi potrà avere un bel potenziale evolutivo.
Raffaele Cumani