Avvinando

Vigneti B. di Belisario ma non solo, i nostri vini per il pranzo di Natale

Ci sono tanti Natale in Italia. Chi festeggia la vigilia, chi fa il pranzo al 25, chi tutt’e due magari prima da “lui” e poi da “lei” o viceversa. Abbinare vini alle ricette scelte dal nostro canale cucina è piuttosto facile partendo sempre dal presupposto che è comunque una questione di gusti: se vi piace bere l’amarone con la sogliola fate benissimo a farlo! Quest’anno per noi il “re” del Natale sarà questo straordinario Verdicchio di Matelica di B. Belisario e del resto è un vino pluripremiato. Il perché lo scoprirete cliccando sul video della degustazione.

Venendo al nostro menù di Natale è perfetto per il soufflé al formaggio perché è rotondo, caldo, avvolgente pur essendo un vino bianco. Ma se volete infilarci anche una ricetta di pesce accompagnerà con la sua struttura sia i pesci grassi che quelli più ricercati in virtù comunque si una buona acidità.

Tocca ai passatelli in brodo. Beh qui – e in generale con la pasta in brodo – ci sono due scuole di pensiero: chi vuole le bollicine rosse e chi quelle bianche. Nel primo caso troppo facile consigliare un buon Lambrusco di Sorbara, ad esempio il Radice di Paltrinieri di cui abbiamo di recente parlato. Nel secondo caso noi consiglieremmo un buon Franciacorta saten come il Berlucchi 61 che accomuna il fatto di essere non particolarmente difficile da reperire a una costanza di produzione che lo mettono al riparo da brutte sorprese riguardo le annate. E se non siamo per le effervescenze? Dall’estremo nord all’estremo sud: una schiava dell’Alto Adige o un frappato siciliano tra i rossi, oppure un buon Soave tra i bianchi.

Il filetto alla Wellington invece richiede – in onore del comandante inglese che sconfisse Napoleone a Waterloo – un vino importante ma raffinato. E qui secondo noi si va sul sicuro con una uva nebbiolo coniugata come più vi aggrada. Se volete fare un figurone senza impazzire nella ricerca un buon Gattinara di Travaglini sotto le feste si dovrebbe poter trovare senza problemi. Avete voglia di più corpo? Senza rinunciare alla complessità, perché non un bel Taurasi tipo il Radici di Mastroberardino o, se potete, uno splendido Vigna Macchia dei Goti di Antonio Caggiano?

Pandoro farcito. Questo è il terreno d’elezione del moscato bello mosso. Bera è sempre una buona scelta e si trova una ottima “base” al supermercato. Noi abbiamo giusto lunedì scritto di Ca’ d’Gal: senza andare per forza sul costoso Vite vecchia, si può sempre optare per il “Lumine” o sul sempre piacevole Asti spumante.

Sergio Bolzoni @sergiobolzoni

Raffaele Cumani @raffaelecumani

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