Varvaglione-vigne&vini: modernità e tradizione

Raramente da queste pagine abbiamo parlato di aziende “large”, cioè di quelle aziende che producono milioni di bottiglie, forti della convinzione che è molto difficile mantenere un trend qualitativo di livello quando questa produzione viene “spalmata” su un varvaglione4numero cosi elevato di bottiglie ed una quantità di etichette che spesso superano la ventina. Fortunatamente però, le convinzioni sono fatte per essere smentite e quando ci si imbatte in una di queste realtà ci sembra parlarne. Abbiamo avuto la possibilità di assaggiare molte delle referenze (in totale sono 21), dell’azienda Varvaglione- Vigne e vini di Leporano (TA), e siamo rimasti piacevolmente impressionati dal livello qualitativo di questa azienda, sia che questo fosse espresso dalle bottiglie della linea base (reperibili per pochi euro ma ben spesi), sia che questo venisse espresso dalle bottiglie della linea studiata e dedicata alla ristorazione ed al canale Ho.re.ca. (enoteche, wine bar e locali di intrattenimento, per intenderci. Entrando nello specifico le bottiglie che hanno attirato di più la nostra attenzione sono state il primitivo di Manduria della linea varvaglione2“Moi” , un vino davvero ben fatto con un ottimo rapporto qualità/prezzo, un prodotto ben equilibrato e armonico. Un plauso convinto e deciso va a tutta quanta la linea “12 e mezzo” . composta da quattro bottiglie (malvasia, rosato, varvaglione1negramaro e primitivo tutti vini IGT del salento). Questa linea presenta dei prodotti freschi e beverini ideali e con una moderata gradazione alcolica (12 e mezzo…appunto), che li rende ideali compagni sia per un veloce aperitivo che da tutto pasto. Più complessi e austeri sono lo “Schiaccianoci” , un negramaro, affinato in botti grandi francesi,  dai profumi intensi e fruttati e dalla beva molto piacevole, perfetto in abbinamento a carni rosse ma anche ai crostacei. Il “Papale linea oro”, invece è un primitivo di Manduria di gran nerbo e spessore dal naso avvolgente e intenso e dalla beva piena e calda, questo vino effettua un doppio affinamento, in botti grandi francesi e barrique americane. Una veloce segnalazione la merita anche il “Margrande” , un fiano del salento dal bouquet aromatico, floreale e intenso. In conclusione la speranza è quella di vedere altre aziende “large” seguire l’esempio di Varvaglione che è riuscita a far convivere la logica dei grandi mantenendo una qualità aziendale di ottimo livello, combinando modernità e tradizione, cosa non facile.

Stefano Tamiglio

Tweet about this on TwitterShare on Google+Share on FacebookEmail this to someonePrint this page

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *