31 lug

Da Pisacco all’insegna dei vini naturali

Pisacco è uno di quei posti a Milano che non ha bisogno di presentazioni per la sua cucina, per l’ambiente e per il modo in cui, da un po’ di tempo a questa parte, rappresenta uno dei punti di riferimento della ristorazione milanese contemporanea.

Contemporaneità che si riscontra anche nel tipo di serate proposte. Un martedì qualsiasi, siamo stati infatti alla serata Family and Friends apparecchiata sullo splendido banco aperitivo del locale da Giovanni, oste 2.0 di Pisacco. Abbiamo avuto così modo di provare le fantastiche materie prime di Foodscovery, portale che fornisce le migliori eccellenze alimentari italiane in tutta Europa, cucinate magnificamente e innaffiate dalla cantina. Giovanni ci ha fatto da guida nella selezione dei vini con simpatia e competenza e non stupisce che la carta dei vini del locale sia tutta improntata su una sapiente e coraggiosa selezione.

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Degustazioni, Luoghi del vino

28 lug

Maria Grazia di Carlo Giacosa, un nebbiolo davvero piacevole

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Spesso quando si fa riferimento alle Langhe ci si concentra in modo esclusivo sui grandi Baroli e Barbareschi. Certamente la fama di questi vini nobili è più che meritata, ma chi volesse mantenere un occhio anche al portafoglio senza rinunciare a bere bene può trovare molte soddisfazioni anche nei “semplici” nebbioli.

Abbiamo provato il Maria Grazia Langhe Nebbiolo 2010 di Carlo Giacosa, cantina storica del territorio di Barbaresco.

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Degustazioni

26 giu

Verdicchio Balciana di Sartarelli, un grande bianco italiano

vino1Pur essendo un vitigno estremamente duttile, fin dagli anni Sessanta si è spesso affermata l’idea che il verdicchio fosse adatto a produrre esclusivamente vini freschi e semplici e non in grado di competere coi grandi bianchi tradizionali.

Fortunatamente oggi questa idea è stata quasi totalmente soppiantata, anche grazie al lavoro di molti produttori che hanno saputo raccontare il vitigno e il territorio marchigiano producendo bianchi di ottima qualità e struttura con buone potenzialità evolutive.

Una delle aziende simbolo di questo lavoro è Sartarelli che vinifica infatti il verdicchio declinandolo in tutte le sue versioni, anche quella spumantizzata o passita, dimostrando la versatilità e la duttilità di quest’uva.

Abbiamo provato il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Balciana 2011, vino manifesto del lavoro dell’azienda e apripista del nuovo corso del vitigno marchigiano. Leggi il resto di questo articolo »

Degustazioni

16 giu

Oxfam e Verdicchio, grandi vini a fin di bene

L’occasione era ghiotta, nel vero senso della parola: degustare un po’ di vino nella cornice della ricostruita Porta Nuova a Milano, nel campo di grano creato da Agnes Denes circondato dai palazzi “firmati” dai migliori architetti del mondo. E quando il vino è un ottimo Verdicchio delle Marche portato espressamente dall’Istituto Marchigiano Tutela Vini non possono che essere gioie e sorprese. La serata era una occasione per una asta benefica che continua sul sito Charitystars fino al 19 giugno per supportare i progetti Feed it! contro la fame nel mondo. La serata è stata allietata dalle prelibatezze create con i prodotti tipici dallo chef stellato Errico Recanati.

Verdicchio e Oxfam insieme alla Fondazione Riccardo Catella


Della ventina di vini in degustazione ne abbiamo assaggiati circa la metà. Tutti molto interessanti, con sorprese piacevoli tra gli spumanti. poiché la serata era tutt’altro che “tecnica” e gli assaggi fatti in clima conviviale, ci limitiamo per ora a riportare l’elenco delle aziende che hanno partecipato: Cantine Belisario; Casa Vinicola G. Garofoli; Casalfarneto; Conti di Buscareto; Fazi Battaglia; La Monacesca; Lamelia; Marconi Vini; Roberto Lucarelli; S. Piersanti & C.; Santa Barbara; Tenute Pieralisi – Monte Schiavo; Terre Cortesi Moncaro; Togni Spa; Umani Ronchi.

Ma Avvinando si è segnato il nome di più di una bottiglia. Nei prossimi mesi ci torneremo sopra sicuramente.

Manifestazioni

28 apr

Dall’Argentina ecco a voi il mondo Malbech

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Foto da lastanzadelvino.it

Si è svolta a Milano, nei giorni scorsi, presso la prestigiosa location del Westin Palace Hotel, la presentazione del “Malbech World Day 2015” organizzata e promossa da Via dell’Abbondanza, società importatrice in Italia dei migliori vini e prodotti  argentini e Il grappoloche ha visto la presenza del famoso enologo Roberto Cipresso In questa occasione abbiamo potuto degustare circa 40 etichette in rappresentanza di circa una trentina di aziende, produttrici, di questo meraviglioso e da noi semisconosciuto vitigno. A proposito del Malbech, possiamo tranquillamente affermare che se è vero che ha la sua  origine in Francia e che viene prodotto in altre zone vitivinicole nel mondo ( in Italia lo troviamo in Veneto e Friuli),  è altrettanto vero che ha trovato una delle sue migliori espressioni e consacrazioni proprio nella terra dei gauchos. Il vitigno è molto versatile tanto che viene prodotto in varie zone del paese ( la più importante è comunque  Mendoza),  con diverse altitudini e caratteristiche tra di loro.

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Foto da lastanzadelvino.it

Il grappolo di Malbech argentino  si presente più piccolo rispetto a quello del “cugino” d’Oltralpe  e l’acino ha un colore molto intenso tendente al blu scuro. La differenza sostanziale tra Mendoza e le altre zone argentine, soprattutto San Juan e La Rioja, è l’altitudine maggiore che difende le vigne dall’eccesivo calore estivo. Effettivamente a San Juan, San Rafael e La Rioja l’estate è molto rovente e ciò determina che spesso l’uva possa uscirne danneggiata e non è strano che il prodotto finale possieda eccessive sensazioni di frutta cotta. Mendoza, trovandosi ad altitudini maggiori, possiede estati meno arroventate. Il vino, qui prodotto, sarà quindi più equilibrato. A questo fattore vanno aggiunte le escursioni termiche. Altitudini così elevate, si può arrivare fino ad un massimo di 1700 metri, garantiscono grandi escursioni termiche tra il giorno e la notte, indispensabili per ottenere grande intensità fruttata, nonché colore molto vivo e notevole apporto acido.

Tornando alla nostra degustazione vi segnaliamo, quelli che per noi sono stati i migliori “bicchieri” della rassegna. Va detto che i vini andavano  dall’annata 2005 all’annata 2014, quindi con caratteristiche, colori e profumi molto diversi tra loro. In assoluto il podio più alto, a nostro giudizio lo merita  il Malbech, annata 2010, della cantina Zaha, vino dai profumi molto intensi e fruttati con tannini morbidissimi a trama fitta che donano una beva davvero piena e suadente. La seconda segnalazione è per “La Mascota  Malbech 2012, de “La Mascota Wineyards. Il terzo gradino del nostro personalissimo podio è per   il San Pedro de Yacochua 2010 della Bodega Rolland ( di proprietà del celeberrimo enologo Michel Rolland). Un cenno e un plauso va anche a tutte le altre cantine (tra cui quella del campione del Barcellona Leo Messi), che qui per evidenti limiti di spazio non possiamo menzionare ma che hanno comunque presentato prodotti davvero di ottima qualità.

In conclusione possiamo dirci davvero soddisfatti di questa degustazione che ci ha permesso di conoscere in maniera molto ampia questo vitigno e una scuola enologica , ormai non più emergente, ma di ottima qualità e affermata come quella argentina.

 

Stefano Tamiglio

Cantine, Vitigni

14 apr

I corsi Onav anche per ciechi e sordi

onavPrenderanno il via, nel prossimo autunno, i nuovi corsi di avvicinamento al vino di Onav, associazione italiana dei degustatori di vino, che, per la prima volta in Italia, vedranno la collaborazione dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e l’Ente Nazionale Sordi nell’organizzazione di corsi attraverso la Lingua dei Segni Italiana e testi in Braille. “Un progetto che ONAV studia da tempo” ha sottolineato il presidente Vito Intini è che ora siamo pronti ad attuare. Il vino infatti è una passione aperta a tutti, che per sua natura non ha barriere nè confini”.

Le lezioni, che si terranno su tutto il territorio nazionale, vedranno infatti l’ausilio di appositi strumenti e metodiche di insegnamento: così le lezioni per ciechi ed ipovedenti adotteranno specifici testi in Braille appositamente realizzati, mentre i sordi potranno seguire le lezioni tradotte in Lingua dei Segni Italiana, grazie agli interpreti della cooperativa Segni d’Integrazione. Un’offerta formativa del tutto nuova, che sottolinea la crescente attenzione di ONAV nel creare una cultura del vino veramente aperta a tutti. Leggi il resto di questo articolo »

Notizie

7 apr

Pignoletto Isola, un bel bianco al supermercato

Pignoletto IsolaFino a qualche anno fa, quando ci si trovava a Bologna, la scelta di un vino del territorio rischiava a volte di riservare qualche brutta sorpresa. Anche oggi le sorprese restano, ma sono per lo più di carattere positivo.
Una di queste l’abbiamo scovata proprio in un supermercato di Bologna, precisamente alla Coop del Parco Meraville al prezzo di 6,65 euro. Si tratta, a proposito di vini territoriali, del Colli Bolognesi Pignoletto Superiore 2013 di Isola.
In generale negli ultimi anni i Colli Bolognesi sono diventati una realtà affermata producendo vini dotati di una propria precisa personalità e tipicità e il vitigno che sempre più si sta facendo portavoce del territorio è il Pignoletto nella sua versione frizzante o ferma. Leggi il resto di questo articolo »

BBS - Bere Bene al Supermercato, Degustazioni

31 mar

Una Luce che splende da 20 anni

LuceNon c’è niente da fare: anche nel mondo del vino quando i progetti partono bene finiscono per offrire bottiglie eccelse e “brand” fatti per durare. Così è successo quando si incontrarono Vittorio Frescobaldi e Robert Mondavi, due grandi interpreti della storia enologica contemporanea, per dare il via al progetto Luce e a tre vini uno più importante dell’altro: Luce, Lucente e Luce Brunello.

In primis vennero prime due annate di Luce, 1993 e 1994, presentate insieme nel 1997 stimolando da subito grande curiosità e interesse per la concezione innovativa e sorprendente che caratterizzava allora l’intero progetto, un blend inedito di sangiovese e merlot. Dalla vendemmia 2004, con la fine della partnership con i Mondavi, è Lamberto Frescobaldi a seguire personalmente il progetto, dirigendone orientamenti produttivi, dalla vigna alla creazione dei blend di ogni annata.
Il 2015 è l’anno in cui Luce celebra la propria ventesima annata: la vendemmia 2012 e per l’occasione Lamberto Frescobaldi e Tim Mondavi hanno voluto firmare l’etichetta di questa vendemmia, raccontando la storia di quello che era un sogno ed oggi è un grande vino. Leggi il resto di questo articolo »

Notizie