Vino, si può bere bene anche a Ferragosto: ecco i nostri consigli

A Ferragosto ci si ritrova in famiglia e/o con gli amici quindi che cosa c’è di meglio dello stare a tavola mangiando e bevendo una buona bottiglia di vino? Per  il cibo non possiamo farci nulla ma per la parte alcolica qualche consiglio lo abbiamo. 

Qui troverete le nostre scelte (con i più recenti assaggi) per i vini bianchi e le bollicine, mentre qui troverete quelle per i rossi e i rosé. Sperando che noi tutti si possa trascorrere ore di pace e felicità all’insegna della buona tavola. Auguri di buon Ferragosto a tutti.

Sergio e Raffaele

Viaggio in Valtellina: il Nebbiolo eroico delle Alpi

 

Un grande solco lungo 40km scorre longitudinalmente nel nord della Lombardia stretto tra le Alpi Orobie a sud e le Retiche a nord. Siamo in Valtellina guardata nel suo tratto mediano dai 4049 metri del Pizzo Bernina, il punto più alto della regione e il ‘4000’ più orientale delle Alpi.
La valle oltre che crocevia di genti è da sempre terra di grandi vini: in questo aiuta la particolare disposizione – parallela e non perpendicolare all’Arco Alpino – dove a un versante orobico in ombra fa da contraltare uno retico molto luminoso: qui il numero di ore di sole è pari a quello dell’Isola di Pantelleria.
Esattamente come in Alto Piemonte a farla da padrone è il Nebbiolo, chiamato in loco Chiavennasca. Il paesaggio però è molto diverso: i vitigni non ricoprono morbide colline ma sono letteralmente ‘strappati’ alle pareti verticali della montagna attraverso terrazzamenti artificiali in muretti a secco in sasso. Questi muretti, caso unico per dimensioni in Europa, raggiungono i 2500 km di sviluppo e dal 2018 fanno parte del patrimonio Unesco. Oltre a dare funzione di sostegno, garantiscono un microclima ideale per la vite fungendo da veri accumulatori di calore: durante le stagioni fredde catturano il tepore di giorno e lo rilasciano di notte evitando gelate o repentine variazioni di temperatura.  Continua a leggere

Il Rosé pugliese alla conquista di New York

Lo chiamano Pink Bubbly per il colore e le bollicine che lo caratterizzano. Nella stagione estiva newyorkese, il Rosé, ossia le bollicine rosa della Puglia, scala i grattacieli di Manhattan e raggiunge la vetta delle classifiche dei vini più gettonati del mercato americano. È questo il dato che fuoriesce dalla tre giorni della Summer Fancy Food 2022, la più grande manifestazione americana dedicata all’agroalimentare che ha visto, grazie a Puglia Wine World, una folla di visitatori – oltre 10mila – tra buyers stranieri, stampa di settore e wine lovers, puntare gli occhi e degustare con i propri palati il rosé made in Puglia.

Montevecchia da bere: la Brianza (lecchese) che fa il vino

In Brianza sono i migliori al mondo a fare i mobili, ma sapranno anche fare il vino? Per scoprirlo si può andare l’11 prossimo a Montevecchia, bel borgo collinare esattamente a metà strada tra Milano e Lecco e partecipare al percorso di Montevecchia da bere dove i produttori locali offrono degustazioni con assaggi di formaggi locali, per i quali il paese è in realtà più famoso nella zona.  Continua a leggere

Crémant d’Alsace Pierre Frick: la bollicina che spiazza

Torniamo a parlare di un crémant, cioè di uno spumante metodo classico francese prodotto in Alsazia: il Crémant d’Alsace Pierre Frick 2018.
Chi ci segue da un po’ sa della nostra fascinazione per le bollicine d’oltralpe, specialmente quelle “fuori zona” dalla regione di Champagne, ma in questo caso il motivo per cui ne parliamo risiede nella sua particolarità, oseremmo dire addirittura spiazzante.

Pierre Frick è un viticultore orgogliosamente biodinamico tanto da riportare un copioso “manifesto” in proposito nel retroetichetta. Ma non è questa la particolarità, anzi. Dato che chi scrive sul biodinamico in generale la pensa esattamente come la senatrice a vita Elena Cattaneo (qui il suo discorso in Parlamento), poteva al contrario rappresentare un minus. Continua a leggere

Mantì extra brut: una gemma della Franciacorta

 

Partiamo dal presupposto che in zona gli spumanti li sanno fare, però questo Franciacorta Mantì extra brut ci ha colpito perché si pone in modo un po’ diverso nel panorama vinicolo locale. Lo ammettiamo: all’inizio non avevamo capito questa bolla, poi complice una ottima cassoeula tutto è cambiato, perché il Mantì si è rivelato un eccellente bollicina a tutto pasto.  Continua a leggere

Calici & Camici, il vino visto dai medici (che lo apprezzano)

Qui su Avvinando non ci occupiamo di libri ma per Calici & Camici facciamo volentieri una eccezione. Primo perché ci siamo davvero divertiti a leggerlo e poi, inutile nasconderlo, perché Paolo Brinis è un amico di questo blog e quando scopre qualche bottiglia interessante ce la segnala subito.

L’idea è geniale: si, vabbè, il vino fa male? Ma davvero? Sentiamo cosa ne dicono i medici (i Camici) e vediamo di capire se magari anche loro si concedono un bicchiere di quello buono.

La risposta è ovviamente sì. E Brinis raccoglie le confessioni di cardiologi, farmacisti, otorinolaringoiatri e persino gastroenterologi che non solo il vino lo apprezzano e lo bevono ma magari lo collezionano pure. Continua a leggere

Da Poderi Colla e Argiano sei grandi vini rossi per dimenticare l’estate

Uno dei pochissimi motivi per essere felici dell’estate che finisce è che noi appassionati di vino, passato il gran caldo, possiamo tornare a bere i grandi vini rossi, come quelli di Argiano e Poderi Colla. Eccone sei che incrociano i grandi terroir italiani: Montalcino e le Langhe a caccia di Baroli e Barbareschi. L’occasione una degustazione che ha messo a confronto le due cantine e che ci ha permesso di notare certe affinità tra Toscana e Piemonte non sempre avvertibili al primo sorso.

Sono tutte bottiglie dal costo importante, alcune importantissimo, ma che sono rappresentative di un modo di fare vino che ha solide radici nel passato ma guarda al futuro con interpretazioni non sempre scontate e che potendo meritano di essere conosciute. Parliamo di sei vini per Feste che non deluderanno.  Continua a leggere