Da Pisacco all’insegna dei vini naturali

Pisacco è uno di quei posti a Milano che non ha bisogno di presentazioni per la sua cucina, per l’ambiente e per il modo in cui, da un po’ di tempo a questa parte, rappresenta uno dei punti di riferimento della ristorazione milanese contemporanea.

Contemporaneità che si riscontra anche nel tipo di serate proposte. Un martedì qualsiasi, siamo stati infatti alla serata Family and Friends apparecchiata sullo splendido banco aperitivo del locale da Giovanni, oste 2.0 di Pisacco. Abbiamo avuto così modo di provare le fantastiche materie prime di Foodscovery, portale che fornisce le migliori eccellenze alimentari italiane in tutta Europa, cucinate magnificamente e innaffiate dalla cantina. Giovanni ci ha fatto da guida nella selezione dei vini con simpatia e competenza e non stupisce che la carta dei vini del locale sia tutta improntata su una sapiente e coraggiosa selezione.

Questo il percorso proposto:

Rebula Nando Primorska 2013, bianco sloveno naturale, caratterizzato da una bella freschezza che lo rende piacevolissimo e di grande beva.

Champagne Charlot-Tanneux Expression Mardeuil Brut: si tratta di uno champagne naturale, con belle bollicine fini e persistenti. Un vino che già dall’aspetto brillante convince, che si conferma al naso con sentori di frutto, mela, di lieviti e di minerali e soprattutto in bocca esprime acidità e sapidità ben presenti e una lunghezza intrigante e gessosa.

Radikon Slatnik 2013: si tratta di un vino arancione, ottenuto da chardonnay e friulano e prodotto attraverso un contatto più prolungato delle bucce con il mosto. È un vino sorprendentemente equilibrato, ricco e centrato, in cui c’è davvero tutto: freschezza, morbidezza e una bella struttura.

Les 2 Bastides Ventoux 2013: siamo a sud della Côtes du Rhône, si tratta di un rosato biologico che ha al naso un bel profumo di piccoli frutti rossi e in bocca una bella sapidità con una nota di liquirizia.

Alacre Rosso 2011, ottimo nero d’avola atipico, speziato, fresco e non eccessivamente alcolico.

Tenuta Grimaldi Passito, vino che ha un bello slancio con freschezza ben presente a bilanciarne la nota dolce.

Un percorso all’apparenza non sistematico, che ha abbracciato varie e differenti zone vinicole europee, ma che ha il proprio filo conduttore nella ricerca di vini naturali mai banali, in grado di parlare per il vitigno e il territorio in modo non convenzionale ma senza estremismi ideologici.

Raffaele Cumani 
@RaffaeleCumani

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