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Milano Wine Week torna dal 17 al 25 ottobre con la nona edizione, dedicata all’evoluzione del mondo del vino e ai nuovi modi di raccontarlo, viverlo e condividerlo. Nove giorni che avranno nel Milan Marriott Hotel il cuore degli appuntamenti professionali e nell’Enoteca MWW ai Dazi dell’Arco della Pace il punto di incontro con la città e il grande pubblico, a cui si affiancherà un calendario di oltre 100 attivazioni diffuse in tutta Milano, per portare la cultura del vino oltre i tradizionali spazi della manifestazione e creare nuove connessioni con arte, design, cultura e lifestyle.
Il Mercato Ritrovato di Bologna ospita una serata di degustazione con un’ampia selezione di cantine per scoprire il Pignoletto e le altre espressioni della viticoltura dei Colli Bolognesi. L’appuntamento promosso dal Consorzio Emilia-Romagna è il 9 settembre a partire dalle ore 17:30 fino alle 21:30, in Piazzetta Pier Paolo Pasolini.
Vinitaly 2026 è stata l’occasione per una verticale di grande qualità e interesse: diverse annate della Pieve le Grazie di Talosa, vino Nobile di Montepulciano naturalmente. Il nome Pieve è una nuova denominazione e compare su queste bottiglie solo dall’annata 2021. Prima appariva come Riserva Chiusino, dal nome della vigna. Chi segue Avvinando sa che Talosa è una cantina che ci piace e molto. Fin dai tempi di un’altra verticale, quella di un altro Nobile di Montepulciano, Alboreto il loro “base” ma che base davvero non è dato che è diventato negli anni uno dei nostri vini preferiti e non solo per l’elevatissimo rapporto qualità/prezzo ma perché è un grande Nobile capace di evolvere e farlo bene.
Il motivo per cui abbiamo aspettato un (bel) po’ a scrivere di questa degustazione è perché qui non possiamo più parlare di q/p, o meglio potremmo anche ma come i nostri lettori sanno, noi di Avvinando abbiamo molto rispetto della fatica che si fa ad arrivare a fine mese e quindi, dato che paliamo di una bottiglia numerata in, se non ricordiamo male, 2.500 esemplari e dal costo di 125 euro sul loro sito, ci era sembrato un po’ oltre le nostre caratteristiche editoriali. Poi però riguardando gli appunti ci siamo decisi per due motivi: il primo perché il vino in commercio (2021) è comunque stupendo e la cifra, seppur alta, è ancora lontana da essere una follia; il secondo, speriamo si capirà, perché si è trattato di un viaggio che unisce lavoro e conoscenza e che meritava di essere raccontato. Quindi ecco qui.
Siamo tornati a Bologna per Slow Wine Fair, la fiera internazionale dedicata al vino buono, pulito e giusto, giunta quest’anno alla sua quinta edizione. La manifestazione vede infatti centrali i concetti di etica e responsabilità sociale: “Il vino è buono solo se giusto”.
In più, la fiera presenta un panorama di eccellenza rara. È possibile assaggiare prodotti di piccole cantine ma anche di realtà che hanno fatto la storia della nostra enologia con una “vivibilita” assoluta che premia anche il dialogo con i produttori.
Noi come sempre abbiamo provato un po’ di vini, alcuni conosciuti, altri piacevoli scoperte, vagando per gli stand. Ecco alcuni dei nostri assaggi che meritano una menzione.
Era da qualche anno che mancavamo da Amarone Opera Prima. Quest’anno siamo finalmente riusciti a tornare a Verona per assaggiare in anteprima la nuova annata, la 2021, di Amarone della Valpolicella. Lo anticipiamo, abbiamo trovato vini che ci hanno molto convinto. Come sempre in Valpolicella gli assaggi sono di grande qualità, ma ora più che mai guardano con convinzione al futuro. Vediamo perché.
Come ogni anno da un po’ di tempo a questa parte siamo stati a Montalcino per provare la nuova annata di Brunello, la 2021, in anteprima. Subito uno spoiler: l’annata ci è piaciuta e presenta delle caratteristiche ben precise di compattezza degli assaggi e di verticalità. Ma andiamo per gradi.
La Romagna del vino ha fatto passi da gigante negli ultimi anni. Ne abbiamo avuto prova concreta durante Vini ad Arte 2025, l’anteprima dei vini romagnoli giunta quest’anno alla ventesima edizione.
Diverse zone e territori, una moltitudine di vitigni. Noi parleremo qui per lo più del sangiovese e delle sue sottozone, su cui in Romagna si sta investendo parecchio in termini di qualità, ma invitiamo i nostri lettori che ne avranno occasione a non trascurare i bianchi della zona.