Unesco: i vigneti di Langhe, Roero e Monferrato diventano patrimonio dell’umanità

BaroloSono i vigneti del Barolo e del Barbaresco, ma anche del Dolcetto, del Nebbiolo, del Roero, dell’Arneis, del Barbera e dello Spumante e del Moscato d’Asti. Sono diventati il 50° sito patrimonio dell’umanità tutelato dall’Unesco in Italia. Chiunque ci sia stato almento una volta ricorda la assoluta perfezione delle colline di Langhe, Roero e Monferrato, che, sopratutto nelle prime, assurgono a paesaggio quasi irreale, con quelle vigne ordinate alla perfezione. Barolo, Monforte, Serralunga, Nizza, Canelli, tanti i nomi di paesi che sanno di vino, di vino buono. Dopo anni di lavoro a Doha in Quatar hanno riconosciuto l’importanza del lavoro di generazioni di contadini e vignaioli che hanno plasmato un territorio straordinario per la qualità del prodotto e per la bellezza dell’insieme. Quelle vigne del Piemonte quindi sono considerate nel mondo da oggi come il centro storico di Firenze, o la Cappella Sistina.
E’ il riconoscimento di un cammino partito dieci anni fa quando si decise la candidatura e che arriva in un momento decisivo per la viticoltura italiana e piemontese con l’export che dopo anni in cui a malapena “ha tenuto” tenta il rilancio coi primi barlumi di ripresa.

“E’ un’emozione essere negli Emirati a parlare del nostro piccolo Piemonte – ha detto il neo assessore regionale alla Cultura, Antonella Parigi – e a farci dire che le nostre colline sono un patrimonio inestimabile da preservare.  La nomina – aggiunge – è il frutto di 10 anni di lavoro caparbio. Vi hanno creduto giunte di colori diversi e, soprattutto, il territorio”.Siamo davanti a regioni come la Bourgogne e la Champagne – chiosa Parigi – che stanno preparando ora i loro dossier. Per una volta siamo arrivati primi”.

Tra gli altri è diventata patrimonio dell’umanità dell’Unesco la Grotta di Chauvet, uno dei più importanti siti preistorici nel sud della Francia, la cittadella di Ebril, cuore del Kurdistan iracheno e il Cammino degli Incas,  capolavoro di ingegneria preispanica che attraversa l’America del Sud da nord a sud toccando anche i 5.000 metri d’altitudine e sei Paesi: Perù, Cile, Colombia, Ecuador, Argentina e Bolivia.

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Una risposta a “Unesco: i vigneti di Langhe, Roero e Monferrato diventano patrimonio dell’umanità

  1. La magia delle Langhe ha colpito al cuore l’Unesco. Questa Terra, dove le antiche “Masche” la facevano da padrone scorrazzando tra le colline ed accompagnado il fischio del vento nelle notti buie, ha un fascino che ti prende e non ti lascia più in ogni stagione dell’anno. D’estate, i ricami delle viti, sono di un verde abbagliante; d’autunno, i mille colori che le tingono sembrano esprimere gli stati d’animo di una persona e d’inverno, quando la “galaverna” che le avvolge risplende sotto un sole appena accennato che buca la nebbia in cui sono immerse, ti danno una sensazione di quiete. Quando le conosci te le porti nel cuore , per sempre, come la sua Gente di Langa rude come le zolle ma che si “sfarina” nell’accoglienza di chi la comprende.

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