Caravaglio, vini delle Eolie per ricordare l’estate!

Ormai l’estate è lontana e con i primi freddi che anticipano i lunghi mesi invernali, ricordare le  vacanza estive ci fa sentire un po’ più al caldo…. Torniamo quindi con la memoria alle isole Eolie, di cui abbiamo già avuto modo di raccontare alcuni ottimi vini per parlare stavolta di quelli di Caravaglio.

Siamo di base a Lipari ma molti amici ci consigliano di visitare Salina, per tutti la più incantevole delle isole. Salpiamo così per Lingua, proprio sull’isola di Salina, per iniziare la nostra visita con quella che, a detta di molti, è la miglior granita delle Eolie. Troviamo però, proprio qui, un piccolo localino tipico che mostra una cura per i dettagli fuori dal comune. Ci accomodiamo, posticipando l’appuntamento con la granita che assaggeremo in seguito comunque con grande soddisfazione, e notiamo alcune proposte enologiche molto interessanti. Ispirati, subito chiediamo qualche consiglio ai ristoratori sui vini dell’isola. Mentre ci viene servito uno splendido sformatino di alici, riceviamo una risposta netta che non ammette dubbi: “dovete andare da Nino Caravaglio! Lavora in modo naturale, usa l’anfora, il suo Occhio di Terra è un vino meraviglioso…”

Registriamo e ce ne torniamo a Lipari. Scriviamo subito a Caravaglio per visitare la cantina nei giorni a seguire. Complice il clima vacanziero ci perdiamo la risposta. Qualche giorno dopo siamo di nuovo a Salina per cantine, ed è quasi alla fine del nostro tour che ci ricordiamo di quel produttore che fa vini in anfora. Tentar non nuoce, telefoniamo che sono le 13 della prima domenica di agosto…  Nino Caravaglio ci risponde e, il tempo di organizzarci, si presenta nella piazza di Malfa subito dopo pranzo con quella simpatia e eleganza che rende unici i siciliani. Senza tanti preamboli degustiamo subito i suoi bianchi come antidoto alla calura.

“Perché fare vini in anfora qui a Salina?” chiediamo. 

“Perché sono i vini come si facevano in passato, con poca macerazione, ma secondo me i vini del futuro… l’ispirazione sono i friulani che mi piacciono molto…”  La risposta ci convince e ancor più l’assaggio!

Vini notevoli e pulitissimi, fatti da chi è attento alle tendenze nel mondo ma rimane ben ancorato al proprio territorio. L’Infatata Malvasia Secca Salina IGT viene da una solo vigneto, il Tricoli di Malfa, che degrada meravigliosamente sul mare. Proprio di quel mare porta la lucentezza mediterranea nel bicchiere, con note di gelsomino, mela, agrumi e erbe aromatiche al naso. È un vino verticale come il vigneto da cui si produce, con una freschezza tonante e una salinità potente a testimonianza del luogo in cui è prodotto!

L’Occhio di Terra Malvasia Secca Salina IGT (quello che ci avevano consigliato) è un vino macerato, in cui cioè le bucce restano a contatto prolungato con il mosto per estrarre dall’uva la massima ricchezza, affinato in anfora. Un vino pulitissimo, con la componente aromatica tipica della malvasia che trova spazio in un naso complessisimo con note minerali, dolci, aromi di erbe aromatiche, di frutta e di macchia mediterranea. Tutta questa ricchezza c’è anche al palato, che è salino e fresco, tanto che si può bere anche con qualche grado in più.

Vini puliti, piacevolissimi e che, nonostante il caldo record, continuiamo a sorseggiare per coglierne le sfaccettature. Sapidità e freschezza che, oltre a favorirne la piacevolezza, garantiranno secondo noi una buona longevità.

Finiamo quindi gli assaggi in cantina tra le anfore vista vigneti che declinano su un mare che così piatto e calmo sembra invitare alla contemplazione… Nella meraviglia della cornice assaggiamo il rosato, in agosto non ancora in commercio, che ne è degna espressione: l’Occhio di Terra Rossononrosso Salina Rosso IGT che nel nome dice già tutto. Da Corinto Nero e Nerello Mascalese, è un rosato “spiazzante” che affina anch’esso in anfora. Lo associamo subito a certi ottimi cerasuoli d’Abruzzo, vini che amiamo particolarmente, di fatto i rossi leggeri da tutto pasto di un tempo. Nino conferma “sono i vini del passato e del futuro…”. Un gran bel bere, naso che allo stesso tempo è fruttato e floreale, un naso “rosa” appunto. In bocca è leggero ma con sostanza, salino e freschissimo, in una parola: buonissimo! E gastronomico, moderno da abbinare al pesce come alla carne.

Infine sempre in cantina compare sua maestà la Malvasia delle Lipari Passita DOC. Un grande vino che definire dolce è riduttivo. È un vino fresco, marino, al naso ha tutta la componente aromatica della malvasia ma anche qualcosa di salmastro, denso come il mare di queste isole.

Attratti dalla curiosità abbiamo scoperto ottimi vini, pieni, aromatici e territoriali. Vini che rappresentano delle novità ma con richiami antichi. E abbiamo scoperto la passione, la visione e il coraggio di sperimentare di Nino Caravaglio. Con lui dissentiamo su un fatto, più che vini del passato e futuro, si tratta di vini contemporanei! Vini versatili, adatti a un aperitivo tra amici, a un pasto veloce come a una cena sontuosa. Vini votati alla piacevolezza senza tralasciare la componente aromatica, la morbidezza, il corpo e la complessità, da sorseggiare per riportarsi in tavola un po’ di estate lontana.

Raffaele Cumani 
@RaffaeleCumani

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