I 50 anni della DOC Valpolicella e la degustazione di annate storiche di Amarone!

Come lo scorso anno siamo stati ad Anteprima Amarone, il grande evento dedicato al re dei vini veneti, durante il quale abbiamo avuto l’occasione di assaggiare en primeur i vini dell’annata 2014 ma anche di partecipare ad una straordinaria degustazione storica per celebrare 50 anni della DOC Valpolicella.

50 anni di successo per l’Amarone, un vino che vola sui mercati internazionali, con una crescita in valore del 10% nel 2017, una vocazione che si conferma internazionale con il 68% dei volumi complessivi destinati all’estero. “In un anno non facile per il segmento dei rossi fermi italiani – ha detto la direttrice del Consorzio tutela vini Valpolicella, Olga Bussinello – l’Amarone conferma il suo forte appeal sui mercati internazionali, complice da una parte la ripresa economica, dall’altra una maggior forza commerciale del nostro tessuto imprenditoriale e del nostro brand”. La sorpresa più rilevante arriva però dal mercato italiano, che chiude il 2017 in grande ascesa con un +20%.

Un successo da festeggiare con una grandissima degustazione di Amarone condotta da Alessandro Torcoli, direttore di Civiltà del Bere, con grande respiro storico, economico e socio-culturale ripercorrendo la lunghissima tradizione vinicola della Valpolicella. La prima bottiglia di Amarone nasce nel 1936 nella Cantina Sociale Valpolicella Negrear, per essere proposta al pubblico nel 1953, quando Alberto Bolla organizza una grande festa presso il ristorante in Galleria Vittorio Emanuele a Milano e offre ai propri ospiti l’annata del 1950.

Questo segna il punto di inizio della fortunata storia dell’Amarone e proprio dal Bolla 1950 è partita anche la grande degustazione. Il vino ha un colore scarico. Al naso si avvertono chiari sentori di caffè, more, legno di pino, spezie, chiodi di garofano e tanto altro. In bocca ha calore, acidità, persistenza balsamica con un retrogusto chinato. Ecco le altre bottiglie.

Montresor 1969. Ha un colore più Intenso. Al naso ha note boisé, di prugna, marmellata e cannella. Rispetto al precedente risulta più denso al palato, caldo, con note di frutta. Un vino di corpo, potenza con un finale soave, etereo, balsamico.

Santa Sofia 1983. Ha note di spezie, erbe officinali, timo, prugna, uva passa, vaniglia, china. È un vino densissimo, concentrato, quasi quanto un Porto. Con un finale di rafano, terroso, di uva passa. Un vino che ha potenza e eleganza.

Pasqua 1985. Ha un colore ancor più brillante. Un naso ampio, complesso giocato sulle note di frutto e terziarie, dal cioccolato al tabacco al pellame, dalla mora alla prugna. In bocca ha frutto e freschezza, meno concentrazione con leggero tocco amaro finale

Roccolo Grassi 1997. Un vino che ha potenza, complessità e finezza. Il colore è perfettamente integro. Al naso è intenso, potente, con note di more, ciliegia matura, spezie, cioccolato, vaniglia e tanto altro. Avvolgente in bocca, è molto persistente con un bel finale di mora.

Dal Forno 2004. Un vino superlativo dal colore fitto, impenetrabile. Ha intensità e ampiezza con note di menta, mora, vaniglia, e un leggero sentore di smalto. È un vino fitto, deciso, dal finale fresco, balsamico, di mora e lampone che dà equilibrio alla super concentrazione.

Cantina Sociale Valpolicella Negrar 2008. Ha un naso di minor intensità ma ampissimo con note di lampone, vaniglia, cocco, caffè, tostatura, agrumi. La bocca è ampia con un gran calore e un finale di uva passa e ciliegia matura.

Novaia 2010. Un vino di stile più esile, di minore concentrazione e maggior freschezza e speziatura. Ha note di fragola, ciliegia, timo, spezie, mora, lampone. In bocca è ben presente una sensazione pepata. È un vino ancora giovanissimo, fresco, concepito per il pasto.

Pur con caratteristiche diverse dovute agli stili delle cantine e del momento, siamo di fronte a bottiglie che conservano integre anche dopo decenni alcune delle caratteristiche che si ritrovano anche nelle anteprime, bottiglie accomunate da una freschezza e balsamicità sempre presenti, note fruttate sempre succose e tannini sempre potenti. Vini che sono sempre esplosivi e potenti ma bilanciati da finale amaro, fruttato e balsamico che fa salivare a lungo. Il tutto chiaramente levigato da quell’eleganza ed equilibrio che gli anni conferiscono a questi straordinari vini.  

Come sottolinea Olga Bussinello: “Il segreto dell’Amarone è il suo paradosso: da un’uva che viene fatta essiccare e quindi invecchiare si produce un vino che nasce giovane per poi nel tempo acquistare forza, vigore e rotondità”.

Raffaele Cumani 
@RaffaeleCumani

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