Il Frappato siciliano secondo Gorghi Tondi

A lungo, troppo a lungo sostiene qualcuno, il Frappato è stato utilizzato solo come vino da taglio, per aumentare il corpo e la complessità del Nero d’Avola. Oppure, in abbinamento con quest’ultimo, per dar vita al Cerasuolo di Vittoria.

Da qualche anno però, sono diverse le cantine siciliane che hanno voluto attribuire una dignità autonoma a questo vitigno autoctono (conosciuto nell’isola sin dal XVII secolo) vinificandone le uve in purezza.
Noi abbiamo versato nel calice un Frappato prodotto nel trapanese, a ridosso del mare di Mazara del Vallo, da Gorghi Tondi , azienda tutta al femminile capitanata dalle sorelle Clara e Annamaria Sala.
Originalissima e davvero elegante l’etichetta di Dumè, a richiamare le maioliche del ‘700 barocco siciliano.
Un vino color rosso rubino che all’olfatto ricorda gli aromi e i profumi della frutta rossa, come ad esempio il mirtillo e il lampone. In bocca ha una discreta persistenza pur non essendo particolarmente corposo. Servito fresco, è di facile beva e a tavola può essere abbinato anche a piatti di pesce (come abbiamo fatto noi con una zuppa di triglie, sgombri e seppie) oppure come aperitivo con antipasti estivi, come il sushi di tonno rosso o di pesce spada.
Paolo Brinis

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