
Il cambiamento climatico sta riscrivendo le regole della viticoltura. In Franciacorta come in tutte le zone in cui l’agricoltura la fa da padrone, eventi estremi come gelate tardive, siccità e piogge violente impongono risposte immediate. L’anno idrologico 2024-2025 è stato il più piovoso dal 1997, con oltre 1.600 mm di precipitazioni. Ma la vera svolta è iniziata dopo la torrida stagione del 2003, che ha spinto i vignaioli a rivoluzionare i calendari agronomici.
Siamo stati ospiti del Consorzio della Franciacorta che ci ha spiegato come un territorio famoso e vocatissimo si stia attrezzando per contrastare le conseguenze del riscaldamento globale.
Flavio Serina, responsabile dell’Ufficio Tecnico ed R&D del Consorzio, ricorda quella svolta: “È stata quella la prima annata che ci ha fatto anticipare a Ferragosto, perché prima eravamo abituati che si vendemmiava da fine agosto a settembre”. Preservare l’equilibrio acido delle uve è diventato l’obiettivo primario della ricerca.