Villa Franciacorta, le bollicine che parlano di storia e ricerca

Il nome della cantina anticipa già parecchio dell’azienda: Villa Franciacorta è infatti una bella realtà della famosissima docg bresciana. Un’azienda che si svela tra le colline, i boschi e un incantevole borgo cinquecentesco. Un luogo dove si respira storia e studio dentro ogni calice.

Dal borgo in rovina al primo millesimato

L’azienda è attualmente guidata da Roberta Bianchi con il marito Paolo e i figli Alessio e Matteo. Tutto inizia nel 1960, quando Alessandro Bianchi, padre di Roberta, si innamora di Villa, borgo in rovina, dove vivono mezzadri senza corrente elettrica e acqua potabile. Alessandro intuisce l’importanza dell’impegno sociale e decide di restituire dignità al borgo e ai suoi abitanti attraverso interventi sulle abitazioni e i salari.

Punta immediatamente sulla qualità dei vini. Nel 1978 nasce il Pinot di Franciacorta Méthode Champenoise, primo di una lunga serie di millesimato, con il nome Emozione. Ad affiancarlo in cantina, arriva poi Roberta, che porta un affascinante approccio scientifico sempre al servizio della territorialità e del rispetto ambientale.

La sostenibilità come marchio di fabbrica

La bellezza del borgo recuperato e della tenuta parlano di cura e passione, di rispetto che passa attraverso la ricerca costante.

Per i terreni su cui si produce, innanzitutto. La tenuta è stata infatti oggetto di una zonazione “ante litteram” fin degli anni Settanta. Per l’ambiente, con l’adozione sin dal principio della viticoltura biologica e delle pratiche di tutela della biodiversità. Per l’impatto visivo, con la cantina completamente interrata e il restauro conservativo del borgo. Per le risorse, con, ad esempio, l’utilizzo di bottiglie leggere e vetri riciclati, la refrigerazione naturale della cantina o il recupero delle acque piovane.

I vini, bollicine ma non solo

I suoli sono di origine marina e il clima è fresco, grazie alla confluenza delle correnti della Valcamonica e della Valtrompia. Questo consente alle uve di raggiungere il pieno della maturazione preservando le acidità necessarie per vini che presentano ottime complessità aromatiche e grande sapidità.

I nostri assaggi:

Franciacorta Emozione Brut 2020

Chardonnay con un 10% di pinot nero e il 5% di pinot bianco. Note delicate di fiori, frutta e lievitati. Bolla di gran beva ma al contempo di ottima profondità e cremosità che colpisce per l’intreccio tra la morbidezza da un lato e l’ottima sapidità e freschezza dall’altro.

Franciacorta Cuvette Brut 2020

80% chardonnay e 20% pinot nero. Note di frutta bianca e gialla, spezie dolci e di tostatura. Si cresce in complessità e struttura ma mantenendo sempre una grande eleganza. Bolla gastronomica e di grande versatilità a tavola.

Curtefranca Gradoni 2018

Merlot, cabernet sauvignon e cabernet franc. Rosso fermo dalla vigna terrazzata alle spalle dell’azienda. I profumi sono ampi, dalla frutta rossa alle note scure e speziate, per un vino di grande struttura e persistenza. La conferma che in Franciacorta si fanno anche ottimi rossi!

Raffaele Cumani