Verticale della Pieve Le Grazie Talosa: l’evoluzione di una idea di Nobile di Montepulciano

Vinitaly 2026 è stata l’occasione per una verticale di grande qualità e interesse: diverse annate della Pieve le Grazie di Talosa, vino Nobile di Montepulciano naturalmente. Il nome Pieve è una nuova denominazione e compare su queste bottiglie solo dall’annata 2021. Prima appariva come Riserva Chiusino, dal nome della vigna. Chi segue Avvinando sa che Talosa è una cantina che ci piace e molto. Fin dai tempi di un’altra verticale, quella di un altro Nobile di Montepulciano, Alboreto il loro “base” ma che base davvero non è dato che è diventato negli anni uno dei nostri vini preferiti e non solo per l’elevatissimo rapporto qualità/prezzo ma perché è un grande Nobile capace di evolvere e farlo bene.

Il motivo per cui abbiamo aspettato un (bel) po’ a scrivere di questa degustazione è perché qui non possiamo più parlare di q/p, o meglio potremmo anche ma come i nostri lettori sanno, noi di Avvinando abbiamo molto rispetto della fatica che si fa ad arrivare a fine mese e quindi, dato che paliamo di una bottiglia numerata in, se non ricordiamo male, 2.500 esemplari e dal costo di 125 euro sul loro sito, ci era sembrato un po’ oltre le nostre caratteristiche editoriali. Poi però riguardando gli appunti ci siamo decisi per due motivi: il primo perché il vino in commercio (2021) è comunque stupendo e la cifra, seppur alta, è ancora lontana da essere una follia; il secondo, speriamo si capirà, perché si è trattato di un viaggio che unisce lavoro e conoscenza e che meritava di essere raccontato. Quindi ecco qui.

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Nobile di Montepulciano Alboreto 2019 Talosa: ci avevamo visto giusto

Un paio di anni fa siamo stati invitati dall’azienda Talosa a una verticale del loro Nobile di Montepulciano “base” Alboreto. Si partiva dal 2016 a salire. Degustazione di alto livello con bottiglie eccellenti e un rapporto qualità/prezzo davvero raro. La verticale completa la trovate nel link qui sopra, ora vorremmo focalizzare l’attenzione sull’annata 2019.

Nel novembre 2023 scrivevamo che il 2019 “è la bottiglia che ci compreremmo da lasciare in cantina ad invecchiare serenamente qualche altro anno”. Detto fatto. Ci siamo comprati subito alcune bottiglie e questa domenica complice un piatto di succulente tagliatelle al ragù di cinghiale fatte in casa abbiamo aperto una bottiglia di Alboreto 2019 e…

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