Non solo Chianti, ad Anteprime 2016 in degustazione la Toscana che non ti aspetti

Anteprime di Toscana 2016

Anteprime di Toscana è una manifestazione di grande interesse. Buyer da tutto il mondo si precipitano in quel di Firenze ad assaggiare i vini dell’ultima annata in commercio della regione più famosa d’Italia, enologicamente parlando. Inutile girarci intorno: Chianti e Brunello di Montalcino sono “brand” del made in Italy tra i più importanti in assoluto e all’estero li traducono con “cultura del saper vivere” tipicamente del BelPaese. Però.
Però noi di Avvinando siamo andati alla manifestazione non nelle giornate dedicate agli affermati campioni ma in quella dedicata alle altre doc, Colline Lucchesi, Val d’Arno di sopra, Pitigliano, Cortona, Morellino di Scansano, Montecucco, Carmignano, Maremma Toscana. Non era umanamente possibile assaggiare tutto ma ci siamo impegnati, (qui ci starebbe bene una faccina) facendo davvero delle scoperte inaspettate.
Cominciamo dalla prima: in Toscana si producono anche dei grandi bianchi, ma grandi davvero: l’assaggio dei vini della doc di Pitigliano sono stati una vera rivelazione. A partire dall’Isolina di Sassotondo: intrigante come un riesling tedesco, e detto da chi scrive non esiste complimento migliore; in bocca è minerale, pieno, persistente, un bouquet con sentori che ci riportano alla sapidità data dai terreni vulcanici ma non abbiamo la minima idea se quelli dei vigneti di Sassotondo lo siano. Sappiamo che abbiamo avuto l’occasione di assaggiare anche un 2006 e quando parliamo di grandi riesling…
Ottimo assaggio anche l’Ildebrando della Cooperativa di Pitigliano. Anch’esso molto minerale, con una spiccata acidità e lunga persistenza; a naso è pieno, potente. Leggermente più aromatico l’Oroluna di Tenute Roccaccia che propone un uvaggio complesso e una grande freschezza. Buoni anche il Villa Corano Cor Unum equilibrato e rotondo e il Rasenno dei Vignaioli del Morellino di Scansano. Insomma, una gita a Pitigliano va fatta assolutamente.
Cambiamo zona. Altra scoperta interessante: chi segue Avvinando sa della nostra passione per i vini rosati e del fatto che ci piacciano – ovviamente – i rosé provenzali. Non sarà sfuggito di quante poche bottiglie italiane abbiamo recensito in questi anni. Molto per ignoranza nostra, come andremo a certificare tra breve, un po’ perché è difficile trovare dei rosati italici di livello analogo ai francesi. Ebbene, una vera scoperta è stato trovare un ottimo rosé tra la doc Colline Lucchesi: parliamo del Rosé 2015 di Fattoria Sardi, che offre un profumo delicato e floreale ma un palato con una spiccata sapidità, buona acidità e persistenza. Insomma, un bel bicchiere a tuttopasto.A proposito di Colline Lucchesi bella conferma per il bianco della Fabbrica di San Martino, certificato biologico Demeter, e un’altra – per noi -bella scoperta con il Bianco dell’oca di Colle di Bordocheto, armonico al naso e fresco ma aromatico in bocca, di grande equilibrio.
Cortona, terra di syrah: menzione d’onore a Il Castagno di Fabrizio Dionisio, morbido e succoso ma per nulla piacione. Anzi. Sorprese anche in casa Morellino di Scansano, con belle bottiglie degustate. Senza andare troppo per le lunghe perché sicuramente di alcune di queste faremo una degustazione attenta nei prossimi mesi, da assaggiare assolutamente il Brumaio di Tenuta di Pietramora, Spiaggiole di Poggio Maestrino, Asintone 2014 della omonima cantina, il Morellino di Podere Poggio Bestiale e quello di Poggio Brigante (con due nomi così o sono buoni – e lo sono davvero – o dal punto di vista del marketing è un bel problema).
Chiudiamo con una segnlazione extra. Nella degustazione guidata da Luca Martini ci ha colpito molto favorevolmente il Maremma toscana Igt rosso Rocca di Montemassi 2008 con a naso sentori vegetali e di tabacco Kentucky (quello dei sigari Toscani, of course) e una entrata nel palato spettacolare, di grande morbidezza e persistenza. Da cercare assolutamente
Sergio Bolzoni

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