Cusumano Nero d’Avola Igt: la bella sorpresa della modernità

Recentemente abbiamo assaggiato il Nero d’Avola Igt Terre siciliane 2016 di Cusumano, un vino “base” per l’azienda di Partinico, in Sicilia e dobbiamo dire che ci ha spiazzato perché non ci aspettavamo un vino così beverino e piacevole.

Lontano dai nero d’Avola della tradizione, questo Terre siciliane di Cusumano che si trova su internet a meno di 10 euro, indica una via possibile per questa tipologia di vino in questo decennio dal clima più caldo della storia: virare sulla piacevolezza e bevibilità a costo di non fare un “vinone” (altri in gamma possono rispondere bene a questa tipologia) ma senza rinnegare quello che è il nero d’Avola, coi suoi profumi e i suoi sapori.  Continua a leggere

Con Campania Stories, debutta Basilicata Stories: la festa del vino lucano

Solitamente non segnaliamo manifestazioni su Avvinando a cui non partecipiamo. Questa volta facciamo una eccezione per due buoni motivi. Il primo è che ci saremmo dovuti andare ma poi non è stato possibile, il secondo è che in un caso si tratta di una novità interessante. Basilicata Stories è infatti alla prima edizione assoluta e il vino lucano è uno dei più interessanti dal punto di vista della crescita degli ultimi anni. Campania Stories è invece all’edizione 2018 e si appresta ad essere ricordata per il gran numero di aziende partecipanti. Continua a leggere

Frescobaldi Mormoreto Castello Nipozzano: che bella sorpresa!

Eccoci con una nuova videorecensione di Avvinando. Stavolta andiamo in Toscana da un’azienda storica che non ha bisogno di presentazioni, Frescobaldi. Il Mormoreto Castello Nipozzano 2013 è un vino intrigante che ci ha sorpreso: piacevolezza, complessità e potenziale evolutivo. Per la nostra degustazione guardate il video e diteci cosa ne pensate.

Sangiovese Riserva Bissoni: quando la morbidezza è avvolgente

Bissoni Sangiovese superiore

Un sangiovese in purezza, schietto e diretto come lo sono i romagnoli e come lo è chi lo produce. Raffaella Bissoni ha realizzato il suo sogno nel 1988, quello di avere una azienda, per quanto piccola, tutta sua, e di coltivare vigne sulle colline di Bertinoro, un tiro di schioppo da Forlì. Undici ettari, di cui 5 vitati, a 200 metri sul livello del mare che poi, l’Adriatico, da quassù, spesso anche lo vedi. 25.000 bottiglie l’anno la produzione.

Noi abbiamo degustato la Riserva, che due vendemmie addietro ha ottenuto anche la certificazione di biologica. Il rispetto della natura è massimo: tra i filari è vietato l’uso di diserbanti, insetticidi e dissecanti. Continua a leggere

Negretti: quattro Barolo, quattro fuoriclasse

Due barolisti, due fratelli, Ezio e Massimo Negretti. 13 ettari di vigna a La Morra e a Roddi nelle Langhe. Schivi, riservati, perfezionisti, di poche parole, di molti fatti. Ne sa qualcosa il loro consulente enologo Luca Caramellino che si è ormai arreso a telefonate in orari disparati di giorno come di notte. Se non si trova la quadra non si va a dormire.
Sangue, passione e impegno li uniscono: Ezio è l’uomo dei conti e dei viaggi; Massimo preferisce la terra e la cantina. Storia piuttosto recente, la loro, con meno di 20 anni alle spalle, che si porta dietro però l’esperienza dei nonni e dei genitori, perché quello del vino è un mestiere vecchio in casa Negretti. Uve Nebbiolo, Barbera e Chardonnay (queste crescono su un vigneto che potrebbe dare altro Barolo).

Concentriamoci però sui fuoriclasse, quattro Barolo, tutti buoni ma estremamente diversi. Il consiglio è, quindi, quello di acquistare l’intera batteria, perché è un bel gioco didattico per capire come differenti esposizioni e uso poliedrico dei legni possano dare espressioni multiple partendo da una matrice comune. Continua a leggere

Selvoso di Poggio Cagnano: alla scoperta della buona Maremma

Una Doc giovane quella della Maremma – la denominazione è stata creata nel 2011 – ma non per questo meno interessante di altre aree vitivinicole più conosciute della Toscana.
Qui, in provincia di Grosseto, da qualche anno hanno deciso di investire anche famiglie storiche come Mazzei, Frescobaldi, Antinori. Oggi il Consorzio tutela vini della Maremma conta su quasi 300 aziende associate.

Ne abbiamo di recente scoperta una, Poggio Cagnano, una piccola cantina condotta da Alessandro Gobbetti, architetto, classe 1982, un trascorso a Londra nella frenetica industria cinematografica, abbandonata poi per la tranquillità delle vigne. Continua a leggere

Fratelli Agnes Campo del Monte: la bonarda perfetta per Capodanno e San Silvestro (e tutti gli altri vini)

E’ Capodanno, oppure San Silvestro. E allora che sia il pranzo dell’1 gennaio o il cenone del 31, cotechino e lenticchie la fan da padroni. Quindi ci vuole necessariamente un vino rosso frizzante. E visto che del lambrusco abbiamo parlato a Natale, stavolta tocca alla bonarda. E che bonarda! Parliamo di una grande bottiglia: Campo del Monte dei Fratelli Agnes. Perché abbiamo scelto in particolare questa lo capirete dal video. Qui basti dire che si tratta di un vino di livello assoluto che nobilita la categoria dei rossi frizzanti. E sì, lo avrete già capito: anche questa bottiglia è finita in un batter d’occhio. D’altronde se da sempre definiamo l’azienda di Rovescala nell’Oltrepò Pavese “l’Università della bonarda” un motivo ci sarà. Continua a leggere

“Vite vecchia” di Ca’ d’Gal: il moscato che finisce subito

Moscato Vite vecchia Ca' d'Gal Lo diciamo subito: Il “Vite vecchia” di Ca’ d’Gal è un moscato assolutamente straordinario, un vero vino delle Feste, quelle di una volta, quelle con la F maiuscola. 

E’ un moscato dal colore giallo oro, bellissimo. Purtroppo quando è stato aperto con un pandoro in questi giorni di Avvento è finito subito e ci siamo dimenticati di fare la classica foto al bicchiere. Ecco, il racconto di questa bottiglia potrebbe finire qui. Non c’è miglior complimento ad una bottiglia di vino “dolce” che essere così buono da finire in un istante. Continua a leggere