Sangiovese Riserva Bissoni: quando la morbidezza è avvolgente

Bissoni Sangiovese superiore

Un sangiovese in purezza, schietto e diretto come lo sono i romagnoli e come lo è chi lo produce. Raffaella Bissoni ha realizzato il suo sogno nel 1988, quello di avere una azienda, per quanto piccola, tutta sua, e di coltivare vigne sulle colline di Bertinoro, un tiro di schioppo da Forlì. Undici ettari, di cui 5 vitati, a 200 metri sul livello del mare che poi, l’Adriatico, da quassù, spesso anche lo vedi. 25.000 bottiglie l’anno la produzione.

Noi abbiamo degustato la Riserva, che due vendemmie addietro ha ottenuto anche la certificazione di biologica. Il rispetto della natura è massimo: tra i filari è vietato l’uso di diserbanti, insetticidi e dissecanti. Continua a leggere

Negretti: quattro Barolo, quattro fuoriclasse

Due barolisti, due fratelli, Ezio e Massimo Negretti. 13 ettari di vigna a La Morra e a Roddi nelle Langhe. Schivi, riservati, perfezionisti, di poche parole, di molti fatti. Ne sa qualcosa il loro consulente enologo Luca Caramellino che si è ormai arreso a telefonate in orari disparati di giorno come di notte. Se non si trova la quadra non si va a dormire.
Sangue, passione e impegno li uniscono: Ezio è l’uomo dei conti e dei viaggi; Massimo preferisce la terra e la cantina. Storia piuttosto recente, la loro, con meno di 20 anni alle spalle, che si porta dietro però l’esperienza dei nonni e dei genitori, perché quello del vino è un mestiere vecchio in casa Negretti. Uve Nebbiolo, Barbera e Chardonnay (queste crescono su un vigneto che potrebbe dare altro Barolo).

Concentriamoci però sui fuoriclasse, quattro Barolo, tutti buoni ma estremamente diversi. Il consiglio è, quindi, quello di acquistare l’intera batteria, perché è un bel gioco didattico per capire come differenti esposizioni e uso poliedrico dei legni possano dare espressioni multiple partendo da una matrice comune. Continua a leggere

Selvoso di Poggio Cagnano: alla scoperta della buona Maremma

Una Doc giovane quella della Maremma – la denominazione è stata creata nel 2011 – ma non per questo meno interessante di altre aree vitivinicole più conosciute della Toscana.
Qui, in provincia di Grosseto, da qualche anno hanno deciso di investire anche famiglie storiche come Mazzei, Frescobaldi, Antinori. Oggi il Consorzio tutela vini della Maremma conta su quasi 300 aziende associate.

Ne abbiamo di recente scoperta una, Poggio Cagnano, una piccola cantina condotta da Alessandro Gobbetti, architetto, classe 1982, un trascorso a Londra nella frenetica industria cinematografica, abbandonata poi per la tranquillità delle vigne. Continua a leggere

Fratelli Agnes Campo del Monte: la bonarda perfetta per Capodanno e San Silvestro (e tutti gli altri vini)

E’ Capodanno, oppure San Silvestro. E allora che sia il pranzo dell’1 gennaio o il cenone del 31, cotechino e lenticchie la fan da padroni. Quindi ci vuole necessariamente un vino rosso frizzante. E visto che del lambrusco abbiamo parlato a Natale, stavolta tocca alla bonarda. E che bonarda! Parliamo di una grande bottiglia: Campo del Monte dei Fratelli Agnes. Perché abbiamo scelto in particolare questa lo capirete dal video. Qui basti dire che si tratta di un vino di livello assoluto che nobilita la categoria dei rossi frizzanti. E sì, lo avrete già capito: anche questa bottiglia è finita in un batter d’occhio. D’altronde se da sempre definiamo l’azienda di Rovescala nell’Oltrepò Pavese “l’Università della bonarda” un motivo ci sarà. Continua a leggere

“Vite vecchia” di Ca’ d’Gal: il moscato che finisce subito

Moscato Vite vecchia Ca' d'Gal Lo diciamo subito: Il “Vite vecchia” di Ca’ d’Gal è un moscato assolutamente straordinario, un vero vino delle Feste, quelle di una volta, quelle con la F maiuscola. 

E’ un moscato dal colore giallo oro, bellissimo. Purtroppo quando è stato aperto con un pandoro in questi giorni di Avvento è finito subito e ci siamo dimenticati di fare la classica foto al bicchiere. Ecco, il racconto di questa bottiglia potrebbe finire qui. Non c’è miglior complimento ad una bottiglia di vino “dolce” che essere così buono da finire in un istante. Continua a leggere

Masseto, sogno o son desta?

Me l’ha sussurrato all’orecchio un giornalista inglese, che vanta grande esperienza nel mondo del vino,  mentre sul taxi andavamo all’evento: “Anche ai giornalisti più accreditati del mondo nella vita capita forse solo una volta ogni 25 anni di partecipare a un Tasting verticale come questo”.

L’evento in questione si è svolto a fine ottobre a Monaco di Baviera, una cena stellata accompagnata da 15 annate diverse di Masseto: 2015, 2014, 2013, 2011, 2010, 2007, 2006, 2002, 2001, 1998, 1997, 1996, 1995, 1990, 1989.  Continua a leggere

I vini per Halloween

 

@IberPress

La festa di Halloween prevede per i bambini il “dolcetto o scherzetto”, per i giovanissimi la nottata in disco (tanto l’1 novembre è festa e si dorme) e per tutti gli altri? Magari una buona idea sarebbe una cena a base di zucca! Sana, buona e di stagione, la zucca non serve solo a fare le maschere della tradizione americana (e anche di certe zone di campagna delle nostre regioni, tipo il Veneto), ma è ovviamente un alimento autunnale tra i più prelibati. E allora ecco un menu tutto a base di zucca che noi proviamo ad abbinare con vini per tutte le tasche e di facile reperibilità. Continua a leggere

Sughero e vino: una storia sostenibile

Due prodotti della terra distanti tra loro ma con un destino che li lega indissolubilmente: questa la storia  del sughero e del vino. Del nettare degli Dei si fa un gran parlare ovunque di colori, profumi o persistenza: in questo mondo in cui tutti a loro modo sono sommelier pochi sembrano essere  i segreti o le cose da scoprire. Non molto si sa invece del sughero, eppure ha un’influenza decisiva nella conservazione del vino e nella salvaguardia del suo bouquet. Cominciamo dicendo che la terra del sughero è il Portogallo un Paese inaspettatamente bello affascinante, caldo e accogliente, che produce la metà del sughero utilizzato nel nostro pianeta. Continua a leggere