Vinitaly 2015, Fratelli Agnes Loghetto: l’università della bonarda

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Una vigna di croatina (e altre piante varie ed eventuali) vecchia oltre 100 anni, curata come si cura un amatissima nonna. E’ così che si arriva al Loghetto, vino rosso ammandorlato di cui avevamo già parlato in un’altra edizione di Vinitaly, ma che quest’anno (annata 2013) abbiamo ritrovato a livelli superlativi. Profumato, potente e persistente ma con ancora un po’ di tannino a garantire una eccellente freschezza di beva è un amico da stappare in serate con gli amici a stuzzicare qualcosa o davanti un bel libro dopocena. Grande, grandissimo vino. Se i Fratelli Agnes fossero nati in Francia invece che a Rovescala, provincia di Pavia, il Logetto sarebbe un Cru di quelli ricercati in tutto il mondo. Invece sono in Oltrepò e fanno bonarda. Anzi, qui trovate l’università della bonarda: ferme o mosse, dalla base alle interpretazioni più complesse, questa azienda fa vini di qualità, con attenzione e cura e per nulla banali. Fatti apposta per togliersi qualche pregiudizio su questo vino. S.B.

Le quattro perle di Vinitaly 2013

E’ naturalmente impossibile anche solo pensare di dare un resoconto esaustivo di tutto quello che è esposto a Vinitaly. Ecco quindi che la scelta inevitabilmente cade su una selezione, qualitativa certo, ma che conta anche sull’effetto sorpresa. Non i soliti vini, insomma. Sicuramente quelli che ci hanno impressionato di più per la loro bontà, ma anche perché si tratta di bottiglie trovate in piccoli stand, senza tante luci, anzi addirittura un po’ nascoste. Insomma, queste sono le quattro perle di Avvinando per l’edizone di Vinitaly 2013. Due bianchi e due rossi, da nord a sud.

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