Migiu e Cannonau “Le Anfore”: alle radici della storia del vino

Sempre più spesso ci imbattiamo nella degustazione di vini affinati in anfora, i grandi vasi di terracotta utilizzati nell’antichità come contenitori per i vini ma anche per la fermentazione. E sempre più spesso sono prodotti di ottima fattura, con produttori che utilizzano con consapevolezza e sapienza sempre maggiori questo strumento.

Di certo i Casadei sono tra quelli che hanno intuito e riscoperto le potenzialità di questo metodo, convinti che l’anfora esalti le caratteristiche dell’uva. Stefano Casadei, patron del Gruppo DCasadei, durante i suoi viaggi in Caucaso viene infatti a contatto con questo metodo tradizionale e si appassiona alle anfore tipiche della Georgia. Decide di riportarne così qualcuna in Toscana per cominciare qui i suoi esperimenti. Ma è grazie alla determinazione della giovane figlia Elena che nasce la linea Le Anfore. Elena seleziona personalmente i migliori campioni dalle anfore dalle tenute del Gruppo (Olianas in Sardegna, Castello del Trebbio nel Chianti Rufina, Tenuta Casadei in Alta Maremma) dando vita a vini con il metodo tradizionale georgiano, agricoltura etica, lunghe macerazioni a contatto con le bucce. Si tratta di produzioni limitate e curatissime.

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Da Pisacco all’insegna dei vini naturali

Pisacco è uno di quei posti a Milano che non ha bisogno di presentazioni per la sua cucina, per l’ambiente e per il modo in cui, da un po’ di tempo a questa parte, rappresenta uno dei punti di riferimento della ristorazione milanese contemporanea.

Contemporaneità che si riscontra anche nel tipo di serate proposte. Un martedì qualsiasi, siamo stati infatti alla serata Family and Friends apparecchiata sullo splendido banco aperitivo del locale da Giovanni, oste 2.0 di Pisacco. Abbiamo avuto così modo di provare le fantastiche materie prime di Foodscovery, portale che fornisce le migliori eccellenze alimentari italiane in tutta Europa, cucinate magnificamente e innaffiate dalla cantina. Giovanni ci ha fatto da guida nella selezione dei vini con simpatia e competenza e non stupisce che la carta dei vini del locale sia tutta improntata su una sapiente e coraggiosa selezione.

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Live wine, alla scoperta dei vini naturali

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Un po’ per ignoranza, un po’ per pregiudizio dobbiamo ammettere che a lungo abbiamo molto trascurato una tendenza che oggi sembra essersi del tutto affermata, stiamo parlando dei vini naturali.
Sarà per la poca abitudine, sarà perché molti vini naturali “vecchio stile”, spesso non offrivano le sensazioni che si cercano nel vino, sarà perché spesso ci si impigrisce dietro quello che già si conosce ma a lungo abbiamo considerato questo filone una moda passeggera.
Mai capito perché ad esempio ricercare a tutti i costi la ricchezza e la complessità in qualcosa che per sua natura va bevuto fresco e leggero come certi bianchi o da dove nasca l’esigenza di rifarsi a qualcosa che nel bene o nel male è stato superato dalle nuove tecnologie. Nell’ultimo anno, un po’ controvoglia, abbiamo dovuto però confrontaci col fenomeno.
Anche per questo siamo stati al Live Wine 2015 a Milano lo scorso week-end, avendo letto il manifesto della manifestazione che annunciava esplicitamente “vino prodotto e imbottigliato da chi lo segue personalmente in vigna e cantina, che viene da un vitigno che non è stato trattato con prodotti chimici di sintesi, che proviene da un’uva vendemmiata manualmente, che non contiene additivi non indicati in etichetta” e nonostante questo siamo rimasti comunque sorpresi nell’imbatterci per lo più in vini macerativi, non filtrati, arancioni, ecc. La vera sorpresa è che molti dei vini provati ci sono piaciuti. Ecco quali Continua a leggere