Prosecco “Cuvèe del Fondatore” Ca’ di Rajo: l’eleganza inaspettata

Abbiamo degustato una bottiglia che per certi versi ci ha davvero sorpreso, il Prosecco Superiore Valdobbiadene Millesimato Brut “Cuvèe del Fondatore” Ca’ di Rajo. Ci ha sorpreso in virtù dell’equilibrio sensoriale che propone tra naso e palato, lontano dallo stereotipo del prosecco piacione e un po’ dolcino a cui troppo spesso siamo abituati. Qui ci troviamo davanti a un Brut di rara eleganza, con una certa mineralità che rende la bevuta piacevole e mai stucchevole. Continua a leggere

Riesling Terre di Chieti Di Sipio: si beve bene anche lontano dalla Mosella

I tentativi in Italia di fare un buon riesling sono tanti e con risultati almeno alterni. In realtà spesso e volentieri non serve andare in Mosella per bere un buon riesling e la proposta del Terre di Chieti Di Sipio ne è una eccellente dimostrazione. Basta non avere in testa un Markus Molitor, tanto per fare un nome a caso e la soddisfazione è garantita. Continua a leggere

Friuli Venezia Giulia: il luogo ideale per perdersi tra i vigneti in Vespa

Perdersi tra i vigneti dopo aver imboccato una strada sterrata larga poco più di un sentiero. Accorgersi di aver sconfinato in terra slovena perché non siamo rintracciabili al telefono cellulare. Ritornare ragazzini a bordo di una vespa gialla presa in affitto, nemmeno fossimo Cesare Cremonini. Succede se si decide di trascorrere un paio di giorni sul Collio goriziano, lembo orientale del Friuli Venezia Giulia. Scorribande eno-gastronomiche all’insegna del relax, della natura, del tempo che scorre lento.

Da queste parti, sono i bianchi a farla da padrone: pinot bianco e grigio, ribolla, friulano (una volta chiamato tocai), sauvignon, chardonnay e malvasia. Ma non va per nulla sottovalutato il pinot nero, varietà peraltro molto delicata e assai difficile da coltivare.

E’ consigliabile partire di mattina presto per visitare le molte aziende vinicole – per la maggior parte a conduzione familiare – sparse tra borghi e colline, nei comuni di Cormons, Corno di Rosazzo, Oslavia, Dolegna, Ruttars, San Floriano. Continua a leggere

Percorsi, l’Abruzzo del vino e della cultura: i grandi vini con una app

Perché visitare l’Abruzzo? Perché si ha voglia di qualcosa di autentico, di spazi aperti, di buon cibo, di ottimo vino. È semplice conoscere l’Abruzzo?Non tantissimo perché sulla progettazione turistica c’è ancora tanto da fare. Eppure nuove iniziative crescono. Come quella di “Percorsi – l’Abruzzo del vino e della cultura“, un progetto sviluppato dal Consorzio di tutela Vini di Abruzzo – e diventato una web app – percorsi.vinidabruzzo.it – che aiuta il turista a muoversi attraverso itinerari che mettono assieme diversi punti di interesse: vino, cibo, cultura, arte, natura. Tutto partendo dalla terra – quella vitata – e dai vignaioli che, oltre a essere custodi di territori, diventano anche promoter turistici, come Pasetti, Cataldi Madonna, Terzini e Pierantonj da noi visitati.Sono circa 200 le cantine sparse nell’eterogeneo paesaggio abruzzese, dalla Costa dei Trabocchi alle alture aquilane. Da qui l’importanza nell’app della geolocalizzazione: scegliere una cantina – ma non è obbligatorio partire da lì – e vedere cosa c’è intorno: spiagge, eremi, musei, ristoranti. Al momento i percorsi sono dieci, ma la volontà è quella di farli crescere il più possibile. Tra questi, Chieti città d’arte; alla scoperta della Costa dei Trabocchi; Pescara dal mare alle sorgenti; guardando la Majella. Continua a leggere

The italian club: lo streaming che avvicina le nostre cantine alla Cina

Di solito non ci occupiamo di cose del genere ma la notizia è interessante per tanti motivi: intreccia economia, tecnologia, scenari internazionali e, ovviamente, il vino: grazie alla partnership tra Italian artisan wine e Alibaba (attraverso la controllata Intv), l’ormai notissimo principale canale di e-commerce della Cina, nasce The italian club il primo canale verticale dedicato al vino italiano che trasmetterà in streaming la “Italian wine experience”, direttamente dalle aziende vinicole per metterle in contatto con i consumatori cinesi.  Continua a leggere

Sicilia en primeur 2018: passo dopo passo il Continente avanza

Sicilia en primeur 2018 è stata l’occasione di assaggiare in anteprima la nuova annata dei vini isolani. Come si sa, la Sicilia è un continente: clima, suolo, uve, tutto può cambiare nel raggio di 50km. Quindi è difficile parlare di “vino siciliano”. C’è l’Etna e c’è la zona di Ragusa, quella del centro, c’è il Trapanese e c’è il Palermitano la zona che ci ha visto visitare alcune cantine i cui prodotti abbiamo trovato – in molti casi – davvero eccellenti. 

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