Friuli Venezia Giulia: il luogo ideale per perdersi tra i vigneti in Vespa

Perdersi tra i vigneti dopo aver imboccato una strada sterrata larga poco più di un sentiero. Accorgersi di aver sconfinato in terra slovena perché non siamo rintracciabili al telefono cellulare. Ritornare ragazzini a bordo di una vespa gialla presa in affitto, nemmeno fossimo Cesare Cremonini. Succede se si decide di trascorrere un paio di giorni sul Collio goriziano, lembo orientale del Friuli Venezia Giulia. Scorribande eno-gastronomiche all’insegna del relax, della natura, del tempo che scorre lento.

Da queste parti, sono i bianchi a farla da padrone: pinot bianco e grigio, ribolla, friulano (una volta chiamato tocai), sauvignon, chardonnay e malvasia. Ma non va per nulla sottovalutato il pinot nero, varietà peraltro molto delicata e assai difficile da coltivare.

E’ consigliabile partire di mattina presto per visitare le molte aziende vinicole – per la maggior parte a conduzione familiare – sparse tra borghi e colline, nei comuni di Cormons, Corno di Rosazzo, Oslavia, Dolegna, Ruttars, San Floriano. Continua a leggere

Percorsi, l’Abruzzo del vino e della cultura: i grandi vini con una app

Perché visitare l’Abruzzo? Perché si ha voglia di qualcosa di autentico, di spazi aperti, di buon cibo, di ottimo vino. È semplice conoscere l’Abruzzo?Non tantissimo perché sulla progettazione turistica c’è ancora tanto da fare. Eppure nuove iniziative crescono. Come quella di “Percorsi – l’Abruzzo del vino e della cultura“, un progetto sviluppato dal Consorzio di tutela Vini di Abruzzo – e diventato una web app – percorsi.vinidabruzzo.it – che aiuta il turista a muoversi attraverso itinerari che mettono assieme diversi punti di interesse: vino, cibo, cultura, arte, natura. Tutto partendo dalla terra – quella vitata – e dai vignaioli che, oltre a essere custodi di territori, diventano anche promoter turistici, come Pasetti, Cataldi Madonna, Terzini e Pierantonj da noi visitati.Sono circa 200 le cantine sparse nell’eterogeneo paesaggio abruzzese, dalla Costa dei Trabocchi alle alture aquilane. Da qui l’importanza nell’app della geolocalizzazione: scegliere una cantina – ma non è obbligatorio partire da lì – e vedere cosa c’è intorno: spiagge, eremi, musei, ristoranti. Al momento i percorsi sono dieci, ma la volontà è quella di farli crescere il più possibile. Tra questi, Chieti città d’arte; alla scoperta della Costa dei Trabocchi; Pescara dal mare alle sorgenti; guardando la Majella. Continua a leggere

Roero Days 2018: le potenzialità dell’Arneis in tre bottiglie

Dopo Gavi, torniamo a parlare di bianchi piemontesi. Siamo stati infatti a Roero Days 2018, l’evento realizzato dal Consorzio di Tutela Roero dedicato ai vini di questo territorio, che quest’anno giocava per la prima volta in casa nella bella cornice del Castello di Guarene. Il Roero è quella porzione di territorio situata a Nord di Alba (in Piemonte appunto, nella provincia di Cuneo), sulla riva sinistra del Tanaro, tra la pianura di Carmagnola e le colline dell’Astigiano.

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Gavi DOCG, il grande bianco piemontese compie venti anni

Quest’anno la DOCG Gavi ha compiuto 20 anni e il Consorzio di tutela del Gavi ha voluto festeggiare il compleanno con una grande degustazione lunga dieci anni. Dieci annate per scoprire ed esplorare questo bianco, le sue potenzialità evolutive e questa zona del Piemonte, che vanta una tradizione enologica antichissima.

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I vini Rocca di Frassinello incontrano i piatti dello chef Buffolino: abbinamento perfetto!

Ci sono ottimi vini che sono ancora migliori quando bevuti in una splendida cornice e accompagnati da ottimi abbinamenti gastronomici. Abbiamo provato i vini di Rocca di Frassinello presentati all’Acanto, ristorante dell’Hotel Principe di Savoia di Milano, in abbinamento agli splendidi piatti del giovane e talentuoso chef Alessandro Buffolino.

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Migiu e Cannonau “Le Anfore”: alle radici della storia del vino

Sempre più spesso ci imbattiamo nella degustazione di vini affinati in anfora, i grandi vasi di terracotta utilizzati nell’antichità come contenitori per i vini ma anche per la fermentazione. E sempre più spesso sono prodotti di ottima fattura, con produttori che utilizzano con consapevolezza e sapienza sempre maggiori questo strumento.

Di certo i Casadei sono tra quelli che hanno intuito e riscoperto le potenzialità di questo metodo, convinti che l’anfora esalti le caratteristiche dell’uva. Stefano Casadei, patron del Gruppo DCasadei, durante i suoi viaggi in Caucaso viene infatti a contatto con questo metodo tradizionale e si appassiona alle anfore tipiche della Georgia. Decide di riportarne così qualcuna in Toscana per cominciare qui i suoi esperimenti. Ma è grazie alla determinazione della giovane figlia Elena che nasce la linea Le Anfore. Elena seleziona personalmente i migliori campioni dalle anfore dalle tenute del Gruppo (Olianas in Sardegna, Castello del Trebbio nel Chianti Rufina, Tenuta Casadei in Alta Maremma) dando vita a vini con il metodo tradizionale georgiano, agricoltura etica, lunghe macerazioni a contatto con le bucce. Si tratta di produzioni limitate e curatissime.

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