Teorema dei Fratelli Molino, un Barbaresco “stiloso”

barbIl Barbaresco è uno di quei vini che ci emoziona già al solo pensiero, vale la pena quindi concedersi ogni tanto una buona bottiglia per cedere fino in fondo e nei fatti a quella emozione!

Abbiamo provato il Barbaresco Teorema 2009 dei Fratelli Molino, vino accattivante già nella bellissima etichetta dallo stile contemporaneo applicata alla tradizionale bottiglia albeisa.

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Live Wine 2016, il salone dei vini artigianali

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Anche quest’anno siamo stati al Live Wine, importante vetrina internazionale sui vini artigianali. Come lo scorso anno non sono mancate le sorprese positive, ma anche le conferme. Molto interessante la presenza di produttori di vari paesi di cui è raro avere l’occasione di provare i vini: Grecia, Repubblica Ceca, Ungheria, Croazia e molti altri oltre a Francia, Spagna e naturalmente Italia. Proprio restando nel nostro Paese ecco un po’ di vini e cantine che ci hanno piacevolmente colpito per un motivo o per l’altro! Continua a leggere

Unesco: i vigneti di Langhe, Roero e Monferrato diventano patrimonio dell’umanità

BaroloSono i vigneti del Barolo e del Barbaresco, ma anche del Dolcetto, del Nebbiolo, del Roero, dell’Arneis, del Barbera e dello Spumante e del Moscato d’Asti. Sono diventati il 50° sito patrimonio dell’umanità tutelato dall’Unesco in Italia. Chiunque ci sia stato almento una volta ricorda la assoluta perfezione delle colline di Langhe, Roero e Monferrato, che, sopratutto nelle prime, assurgono a paesaggio quasi irreale, con quelle vigne ordinate alla perfezione. Barolo, Monforte, Serralunga, Nizza, Canelli, tanti i nomi di paesi che sanno di vino, di vino buono. Dopo anni di lavoro a Doha in Quatar hanno riconosciuto l’importanza del lavoro di generazioni di contadini e vignaioli che hanno plasmato un territorio straordinario per la qualità del prodotto e per la bellezza dell’insieme. Quelle vigne del Piemonte quindi sono considerate nel mondo da oggi come il centro storico di Firenze, o la Cappella Sistina. Continua a leggere

Luca, un barbaresco prezioso come un figlio

Anche noi di Avvinando abbiamo le nostre preferenze, come tutti. L’azienda Carlo Giacosa di Barbaresco è senz’altro tra quelle cantine che secondo noi vale la pena di frequentare. Perché in primis i vini sono tutt’altro che “i soliti” barbaresco, nebbiolo, barbera o dolcetto. Anzi, le loro interpretazioni, specie nel nebbiolo, sono davvero come un tenore che canta fuori dal coro. Secondo perché tutti i vini presentati sono sempre perlomeno ottimi e tutti gli anni ce n’è sempre almeno due o tre eccellenti.  Quindi perché uscire sul mercato con un barbaresco riserva (quindi più costoso) nell’anno di crisi peggiore dal dopoguerra? Per dedicarlo al figlio, Luca.

Sì vabbè, ma com’è questo vino? Il barbaresco Luca 2007 è un vino straordinario. Alla vista si presenta di un bel rosso scuro, profondo, di grande intensità. Al naso è perfettamente opulento, forse leggermente appena alcolico. Profuma di confettura di mirtillo, rabarbaro, c’è cannella e zenzero. Si sente la tisana ai fiori d’ibisco. Insomma uno spettacolo: ci si passerebbero le ore col naso dentro al bicchiere, se non fosse che il meglio deve ancora venire. Continua a leggere