Da Poderi Colla e Argiano sei grandi vini rossi per dimenticare l’estate

Uno dei pochissimi motivi per essere felici dell’estate che finisce è che noi appassionati di vino, passato il gran caldo, possiamo tornare a bere i grandi vini rossi, come quelli di Argiano e Poderi Colla. Eccone sei che incrociano i grandi terroir italiani: Montalcino e le Langhe a caccia di Baroli e Barbareschi. L’occasione una degustazione che ha messo a confronto le due cantine e che ci ha permesso di notare certe affinità tra Toscana e Piemonte non sempre avvertibili al primo sorso.

Sono tutte bottiglie dal costo importante, alcune importantissimo, ma che sono rappresentative di un modo di fare vino che ha solide radici nel passato ma guarda al futuro con interpretazioni non sempre scontate e che potendo meritano di essere conosciute. Parliamo di sei vini per Feste che non deluderanno.  Continua a leggere

Negretti: quattro Barolo, quattro fuoriclasse

Due barolisti, due fratelli, Ezio e Massimo Negretti. 13 ettari di vigna a La Morra e a Roddi nelle Langhe. Schivi, riservati, perfezionisti, di poche parole, di molti fatti. Ne sa qualcosa il loro consulente enologo Luca Caramellino che si è ormai arreso a telefonate in orari disparati di giorno come di notte. Se non si trova la quadra non si va a dormire.
Sangue, passione e impegno li uniscono: Ezio è l’uomo dei conti e dei viaggi; Massimo preferisce la terra e la cantina. Storia piuttosto recente, la loro, con meno di 20 anni alle spalle, che si porta dietro però l’esperienza dei nonni e dei genitori, perché quello del vino è un mestiere vecchio in casa Negretti. Uve Nebbiolo, Barbera e Chardonnay (queste crescono su un vigneto che potrebbe dare altro Barolo).

Concentriamoci però sui fuoriclasse, quattro Barolo, tutti buoni ma estremamente diversi. Il consiglio è, quindi, quello di acquistare l’intera batteria, perché è un bel gioco didattico per capire come differenti esposizioni e uso poliedrico dei legni possano dare espressioni multiple partendo da una matrice comune. Continua a leggere

Wine kit: Amarone e Barolo in polvere, scoperta la base del vino contraffatto

immagineScoperta una centrale che smistava in tutto il mondo i Wine kit, uno dei simboli della contraffazione dell’alimentare made in Italy. Si tratta di una frode alimentare tra le più diffuse e basta gare una semplice ricerca con Google per accorgersene: anche siti insospettabili vendono prodotti che consentono di fare “vino italiano” in casa. E un po’ in tutto il mondo.
Ben venga quindi l’operazione condotta dai Carabinieri del nucleo antifrodi di Parma e dalla Procura di Reggio Emilia con la collaborazione dell’Agenzia delle dogane. Un’associazione a delinquere transnazionale composta da quattro persone è stata infatti individuata e – secondo le indagini – sarebbe responsabile della commercializzazione in tutto il mondo dei Wine kit, con cui si produce poi il cosiddetto vino in polvere, cioè un preparato solubile in acqua assimilato al vino, con etichette che fanno riferimento ai più famosi vini italiani, dall’Amarone al Barolo. Confezioni che hanno le effigi del tricolore italiano e del Colosseo. Il valore complessivo finora accertato della frode è di oltre 28 milioni di euro. Continua a leggere

Unesco: i vigneti di Langhe, Roero e Monferrato diventano patrimonio dell’umanità

BaroloSono i vigneti del Barolo e del Barbaresco, ma anche del Dolcetto, del Nebbiolo, del Roero, dell’Arneis, del Barbera e dello Spumante e del Moscato d’Asti. Sono diventati il 50° sito patrimonio dell’umanità tutelato dall’Unesco in Italia. Chiunque ci sia stato almento una volta ricorda la assoluta perfezione delle colline di Langhe, Roero e Monferrato, che, sopratutto nelle prime, assurgono a paesaggio quasi irreale, con quelle vigne ordinate alla perfezione. Barolo, Monforte, Serralunga, Nizza, Canelli, tanti i nomi di paesi che sanno di vino, di vino buono. Dopo anni di lavoro a Doha in Quatar hanno riconosciuto l’importanza del lavoro di generazioni di contadini e vignaioli che hanno plasmato un territorio straordinario per la qualità del prodotto e per la bellezza dell’insieme. Quelle vigne del Piemonte quindi sono considerate nel mondo da oggi come il centro storico di Firenze, o la Cappella Sistina. Continua a leggere

Asta del barolo, 80 bottiglie vendute

Dodici produttori, venticinque lotti per un totale di ottanta bottiglie sono state battute all’Asta: ecco i numeri della XV edizione dell’Asta del Barolo.
L’Asta, organizzata dall’Accademia del Barolo, che riunisce dodici tra le più prestigiose aziende produttrici – Azelia, Cordero di Montezemolo, Damilano, Franco M. Martinetti, Luciano Sandrone, Michele Chiarlo, Paolo Scavino, Poderi Gianni Gagliardo, Poderi Luigi Einaudi, Pio Cesare, Prunotto e Vietti – si riconferma un appuntamento di grande interesse per gli appassionati di Barolo italiani e stranieri, grazie anche ai collegamenti da Hong Kong e Dubai.
asta barolo

Ottime le battute d’asta: per bottiglia di Barolo Monfortino Riserva 1988 di Giacomo Conterno con base a 600 euro sono stati spuntati  1.500 euro. Per tre bottiglie 1990 di Bartolo Mascarello partite da 600 euro, si è arrivati a  1.400 euro. Sul fronte della solidarietà le cifre più alte: a Magic for Children 3,000 euro per un lotto di 6 magnum. Alla  Collina degli Elfi di Govone (Cuneo) un altro lotto da 2.500 euro. In totale l’Accademia del Barolo ha incassato 28.630 mila euro.

“C’è stata una crescente affluenza di pubblico dall’estero per l’Asta, come testimonia la presenza di numerosi giornalisti della stampa americana ed europea, – racconta Gianni Gagliardo presidente dell’Accademia – confermandosi l’intrattenimento principale all’interno di un weekend all’insegna del Barolo, che prevede degustazioni, momenti conviviali e visite in cantina”. Ma non solo, perché l’Asta quest’anno è stata anche il set del nuovo film di Charlie Arturaola “The duel of Wine” che ha visto anche Luca Gardini e Adua Villa tra gli attori . Continua a leggere

Bussia Soprana, la rivincita del Tempo

Eccoci di nuovo qui a raccontare di una bottiglia che ha lasciato il segno. Dopo l’Etna, stavolta tocca alle Langhe. Più precisamente a un Barolo. Bella forza, direte voi, è uno dei migliori vini al mondo. Sì, è vero. Ma c’è Barolo e barolo, giovani o invecchiati, botte grande o barrique… Decenni di discussioni. Io ora sono qui a raccontarvi solo di un mondo di profumi e sapori che si è improvvisamente materializzato sulla mia tavola, l’altra sera, complice la pioggia, i primi freddi e un piatto di genuino gulasch!
L’artefice di questo emozionante incontro è stato il Barolo Bussia annata 1997 di Bussia Soprana, Monforte d’Alba. Una azienda, questa, che ama i baroli (e il barbera d’alba) tradizionali e bene invecchiati.
Quando devo aprire una bottiglia che ha riposato per anni ho sempre un po’ di trepidazione: un po’ per l’ovvio rispetto che le si deve; un po’ perché non mi fido fino in fondo della mia cantina, che ha sì una escursione termica ridotta tra estate e inverno, ma non è perfetta; un po’ perché in 15 anni hai voglia quante cose possono essere andate per il verso sbagliato nella sua conservazione.
Quindi ho adottato tutte ma proprio tutte le tecniche possibili per l’apertura di cotanta bottiglia, persino il trasporto sul tavolo con qualche ora di anticipo affinché si acclimatasse alla stanza (non ridete: in Borgogna, in certi ristoranti dove si va più per bere che per mangiare, si può telefonare nel pomeriggio e il sommelier metterà la ovviamente costosa bottiglia sul vostro tavolo pronta per essere giubilata alla sera).
Aperta quindi con la massima cura, verso i bicchieri e li lascio tutti a respirare (i bicchieri più la bottiglia) per una buona mezz’ora abbondante. Confesso che lì per lì appena stappata la trepidazione si era trasformata in ansia perché il profumo ricordava quello dello sherry: “Vuoi vedere che è andata?” ho pensato. Poi il colore era proprio granato scurissimo, insomma c’erano tutti i motivi per essere preoccupati. Invece… Continua a leggere

L’asta del Barolo, anteprima a New York

La XIII Asta del Barolo si svolgerà domenica 29 aprile, nel Castello di Barolo (Cn), nelle Langhe, con una formula rinnovata. Quest’anno, infatti, l’occasione di aggiudicarsi i lotti pregiati raddoppia. “Un’ anteprima avrà luogo a New York il 26 aprile, presso la più importante Casa d’Aste vinicole americana Zachys, partner speciale. “Si tratta – dicono gli organizzatori- di un’assoluta prima volta, infatti mai era stata riservata una sezione in esclusiva ad un solo vino italiano e di ciò vanno molto fieri i 14 produttori uniti nell’Accademia del Barolo che organizzano gli eventi. I membri dell’Accademia hanno in serbo, sempre oltreoceano, per mercoledì 25 aprile, una serie di iniziative presso il ristorante ‘Del Posto’ di New York”. Continua a leggere