Percorsi, l’Abruzzo del vino e della cultura: i grandi vini con una app

Perché visitare l’Abruzzo? Perché si ha voglia di qualcosa di autentico, di spazi aperti, di buon cibo, di ottimo vino. È semplice conoscere l’Abruzzo?Non tantissimo perché sulla progettazione turistica c’è ancora tanto da fare. Eppure nuove iniziative crescono. Come quella di “Percorsi – l’Abruzzo del vino e della cultura“, un progetto sviluppato dal Consorzio di tutela Vini di Abruzzo – e diventato una web app – percorsi.vinidabruzzo.it – che aiuta il turista a muoversi attraverso itinerari che mettono assieme diversi punti di interesse: vino, cibo, cultura, arte, natura. Tutto partendo dalla terra – quella vitata – e dai vignaioli che, oltre a essere custodi di territori, diventano anche promoter turistici, come Pasetti, Cataldi Madonna, Terzini e Pierantonj da noi visitati.Sono circa 200 le cantine sparse nell’eterogeneo paesaggio abruzzese, dalla Costa dei Trabocchi alle alture aquilane. Da qui l’importanza nell’app della geolocalizzazione: scegliere una cantina – ma non è obbligatorio partire da lì – e vedere cosa c’è intorno: spiagge, eremi, musei, ristoranti. Al momento i percorsi sono dieci, ma la volontà è quella di farli crescere il più possibile. Tra questi, Chieti città d’arte; alla scoperta della Costa dei Trabocchi; Pescara dal mare alle sorgenti; guardando la Majella. Continua a leggere

DDR Cantina della Volta, il lambrusco che stupisce!

Cantina della Volta è una realtà che ha abituato gli appassionati di lambrusco a grandi sorprese. Amanti degli spumanti metodo classico, che prevede la rifermentazione in bottiglia, nella cantina modenese hanno applicato questo procedimento ai vini tradizionali della loro zona, in particolare ai lambrusco di Sorbara. Continua a leggere

Sicilia en primeur 2018: passo dopo passo il Continente avanza

Sicilia en primeur 2018 è stata l’occasione di assaggiare in anteprima la nuova annata dei vini isolani. Come si sa, la Sicilia è un continente: clima, suolo, uve, tutto può cambiare nel raggio di 50km. Quindi è difficile parlare di “vino siciliano”. C’è l’Etna e c’è la zona di Ragusa, quella del centro, c’è il Trapanese e c’è il Palermitano la zona che ci ha visto visitare alcune cantine i cui prodotti abbiamo trovato – in molti casi – davvero eccellenti. 

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Roero Days 2018: le potenzialità dell’Arneis in tre bottiglie

Dopo Gavi, torniamo a parlare di bianchi piemontesi. Siamo stati infatti a Roero Days 2018, l’evento realizzato dal Consorzio di Tutela Roero dedicato ai vini di questo territorio, che quest’anno giocava per la prima volta in casa nella bella cornice del Castello di Guarene. Il Roero è quella porzione di territorio situata a Nord di Alba (in Piemonte appunto, nella provincia di Cuneo), sulla riva sinistra del Tanaro, tra la pianura di Carmagnola e le colline dell’Astigiano.

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Gavi DOCG, il grande bianco piemontese compie venti anni

Quest’anno la DOCG Gavi ha compiuto 20 anni e il Consorzio di tutela del Gavi ha voluto festeggiare il compleanno con una grande degustazione lunga dieci anni. Dieci annate per scoprire ed esplorare questo bianco, le sue potenzialità evolutive e questa zona del Piemonte, che vanta una tradizione enologica antichissima.

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Cusumano Nero d’Avola Igt: la bella sorpresa della modernità

Recentemente abbiamo assaggiato il Nero d’Avola Igt Terre siciliane 2016 di Cusumano, un vino “base” per l’azienda di Partinico, in Sicilia e dobbiamo dire che ci ha spiazzato perché non ci aspettavamo un vino così beverino e piacevole.

Lontano dai nero d’Avola della tradizione, questo Terre siciliane di Cusumano che si trova su internet a meno di 10 euro, indica una via possibile per questa tipologia di vino in questo decennio dal clima più caldo della storia: virare sulla piacevolezza e bevibilità a costo di non fare un “vinone” (altri in gamma possono rispondere bene a questa tipologia) ma senza rinnegare quello che è il nero d’Avola, coi suoi profumi e i suoi sapori.  Continua a leggere